Sport e autismo: premio a Carobbio e al Tennis Como

Paolo Carobbio Marco Galli

Da dodici anni il Tennis Como, per volere di Paolo Carobbio (direttore del circolo) porta avanti, ogni domenica mattina, un progetto che coinvolge ragazzi di spettro autistico chiamati a cimentarsi con racchette e palline.
Un corso di tennis vero e proprio che ha già portato i primi ragazzi – nel frattempo cresciuti e diventati maggiorenni – a poter giocare con i loro genitori, e che negli ultimi quattro anni è ripartito con un nuovo gruppo di baby tennisti tra i 7 e i 14 anni.


Per questa lodevole iniziativa, il Comune di Como – per volere dell’assessore allo sport Marco Galli – ha premiato il circolo cittadino con una targa consegnata a Paolo Carobbio e a tutto il club che in questi anni l’ha sostenuto. La consegna è avvenuta accanto ai campi in terra rossa di Villa Olmo, alla presenza della presidente del Tennis Como Chiara Sioli (anche lei sempre in campo, la domenica, ad allenare i ragazzi) e dei soci del club, pure loro coinvolti nel progetto come volontari. «Quello che il Tennis Como porta avanti – ha detto l’assessore Galli – è un progetto straordinario. Mi incuriosisce il vedere questi ragazzi fare una disciplina tanto tecnica e complicata».

«Ringrazio il Comune per questo riconoscimento – ha detto Paolo Carobbio – L’anno scorso mi hanno chiamato tre circoli che volevano sapere come portavamo avanti il progetto. È da 12 anni che lavoriamo con i ragazzi autistici e quando iniziammo non sapevo nemmeno io come sarebbe andata. Alcuni ragazzi non riuscivano a colpire la pallina e oggi giocano con i genitori. Vederli crescere è una soddisfazione enorme. In questi ultimi anni, con la collaborazione della onlus “Un cuore per l’autismo” abbiamo allargato ulteriormente il numero dei bambini. Sarebbe bello che altri circoli facessero altrettanto».

«Abbiamo richieste ulteriori per poter prendere parte al corso – ha aggiunto la presidente Chiara Sioli – Ci segue una psicologa, che fornisce preziosi consigli su come lavorare al meglio con i bambini. Ogni singolo iscritto ha un istruttore dedicato e un genitore che gli sta accanto durante l’ora di lezione. Ma è bello vedere come partecipino anche i soci del circolo e gli stessi maestri di tennis. Non ci siamo mai fermati, nemmeno durante il lockdown, quando facevamo lezioni da casa al pc dove venivano proposti esercizi, giochi e quiz».

La chiosa è stata ancora dell’assessore Galli: «Il mio augurio è che questo riconoscimento sia da esempio anche per altri circoli, che possano seguire la strada intrapresa dodici anni fa a Villa Olmo».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.