Sport in città, impianti aperti a singhiozzo

Palazzetto dello sport di Muggiò

Il futuro, almeno in base alle carte, dovrebbe essere più roseo per gli sportivi comaschi. Anche perchè sembra difficile poter sprofondare in una situazione peggiore di quella attuale, con un palazzetto, quello di Muggiò, chiuso dal 2013 e sempre più simbolo del degrado. Con due piscine – l’olimpionica e la Sinigaglia – che, a fasi alterne, hanno subìto lavori e continuano a risentire di problemi strutturali, causa di interruzioni del servizio. E altre strutture, a partire dal palaghiaccio di Casate e del campo Coni, spesso al centro di interventi urgenti che ne limitano l’utilizzo. Ma partendo da Muggiò, prima della sua chiusura definitiva, le varie amministrazioni si sono avvicendate nell’esecuzione di interventi provvisori, rattoppi e piccole opere di manutenzione per arrivare, con fatica, alla conclusione della stagione sportiva in corso. Fino a quando la situazione non è apparsa oggettivamente insostenibile arrivando alla chiusura e facendo affidamento nel futuro. E dallo scorso mese di gennaio 2019 si è finalmente accesa la speranza per chi vuole praticare un’attività sportiva in città.
La giunta ha infatti approvato lo studio di fattibilità per la modifica dell’impianto che, secondo cronoprogramma, dovrebbe essere realizzato nel 2022. Certo, si tratta di altri 3 anni di attesa, nella migliore delle ipotesi, ma almeno qualcosa parrebbe muoversi. L’investimento di 6 milioni e 900mila euro che comprende la demolizione del vecchio fabbricato e la nuova costruzione, è stato stanziato da Regione Lombardia con la presentazione del progetto nell’ambito del “Patto per la Lombardia”. Va subito sottolineato però che si tratta di un primo documento previsto dal percorso di realizzazione dell’opera. Si sta nel frattempo lavorando alla preparazione del bando e all’individuazione dei progettisti a cui affidare l’incarico. Il percorso dunque non è dei più semplici e, come evidente, dei più rapidi.
Altro tasto dolente il campo Coni di atletica leggera di Camerlata. Va infatti ricordato come sia stato al centro di infinite discussioni per i recenti lavori di rifacimento della pista d’atletica.
Un cantiere che doveva inizialmente chiudersi entro la fine del 2017 ma che poi, per un susseguirsi di ritardi, ha portato all’inaugurazione del nuovo campo solo nel mese di ottobre del 2018, dopo un impegno economico del Comune di Como di 400mila euro. Rifatte pista di atletica, pedane per i salti e i lanci.
Ma nuovi, ulteriori problemi si sono ripresentati anche nei mesi scorsi per la situazione precaria degli spogliatoi dell’impianto, che necessiterebbero di lavori di ammodernamento e rifacimento in molte parti. In più occasioni, negli ultimi mesi, le società sportive che utilizzano la struttura hanno segnalato agli uffici comunali competenti gli scarichi intasati e gli spogliatoi allagati. Si è sempre intervenuti rapidamente per risolvere i problemi contingenti, ma ovviamente la richiesta che arriva dalla città è che si possa operare al più presto per ammodernare, dopo la pista, anche gli spogliatoi.
E a pochi metri dalla pista di Camerlata c’è anche la piscina olimpionica, negli ultimi mesi rimasta a lungo chiusa a causa del cedimento di una parte del controsoffitto e, da ultimo, per interventi di manutenzione ordinaria eseguiti dal 24 aprile al primo maggio. Un disagio costante per i nuotatori.
Problemi anche all’impianto Sinigaglia, dove le piattaforme dei trampolini d’altezza di 5 e 3 metri non sono infatti ancora utilizzabili. L’accesso è stato vietato perchè, in seguito a un controllo dell’Ats, è emerso che l’altezza del parapetto è di 85 centimetri, mentre la normativa impone almeno un metro. E così la società si è ritrovata costretta a vietarne l’accesso.
Un disagio che era già emerso anche a gennaio con i parapetti del ballatoio che corre lungo il perimetro della vasca. Problemi nei mesi scorsi anche al palazzetto del ghiaccio di Casate. Nel novembre del 2018 infatti erano stati eseguiti interventi sulla copertura del palaghiaccio per risolvere il problema delle infiltrazioni d’acqua dal tetto sulla pista che aveva portato a una chiusura temporanea. Una riparazione della copertura che, come disse ormai diversi mesi fa Marco Benzoni, direttore della Como Servizi Urbani «è riuscita al 90%. Per una soluzione duratura del problema, in un impianto vetusto, serve invece un rifacimento completo (tra un paio di settimane dovrebbe esserci un incontro per programmare i lavori necessari e non più rinviabili, ndr)». Una situazione dunque precaria per gli sportivi lariani.

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