Spot lariano con Shakira

altPersonaggi.   C’è una mente comasca dietro la campagna pubblicitaria mondiale che vede protagonista la rockstar colombiana
C’è una mente comasca dietro alla campagna pubblicitaria planetaria con protagonista una star del calibro di Shakira, popstar di origine colombiana che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo. La mente in questione è quella di Luca Casaura, 42enne global vicepresident marketing del marchio Activia.

Cresciuto a San Fermo della Battaglia – il padre Giovanni, già insegnante al Volta è autore di diversi libri – Luca, dopo la maturità scientifica al Giovio, si laurea in Economia politica alla Bocconi. La prima esperienza lavorativa è in Unilever, la multinazionale anglo-olandese che detiene diversi marchi dagli alimentari all’igiene, poi in passaggio alla francese Danone. Da 13 anni si occupa di marketing tra Parigi e Milano fino all’incarico di responsabile marketing per tutto il mondo del marchio Activia. Sposato, una bimba di sette mesi, Casaura ha casa a Milano, ma trascorre la settimana tra Barcellona e Parigi. Lo spot con Shakira che vedremo dal 1° aprile anche in Italia è stata girato proprio nella città catalana. Prima di Shakira lei aveva fatto mangiare lo yogurt a un’altra bionda, Alessia Marcuzzi?
«In realtà – risponde Casaura – ho gestito la partnership tra la Marcuzzi e Geppi Cucciari, un cambio strategico per rendere il messaggio più divertente, con l’autoironia di Geppi. Il progetto che ho seguito con Shakira per la prima volta ha un solo testimonial per tutto il mondo. Tecnicamente è stata fatta un’operazione di engagement marketing su un prodotto che ha già oltre 200 milioni di consumatori. È stata un’azione complessa, che comprende il lancio di un brano inedito di Shakira, che speriamo possa diventare un tormentone dell’estate. Il messaggio ruota attorno al benessere del corpo garantito da Activia ed espresso in maniera creativa dal ballo. Shakira incarna alla perfezione questo connubio».
È stato difficile arrivare alla star caraibica?
«La parte contrattuale di una simile operazione è complessa. Abbiamo fatto un primo incontro a Los Angeles con la società che gestisce Shakira e altri big, come Rihanna, per presentare il nostro progetto creativo. L’idea è piaciuta, quindi è stata la volta degli accordi legali per i diritti in 52 Paesi».
Quante persone hanno lavorato al progetto?
«Io ho uno staff piuttosto ridotto, una decina di persone, all’occorrenza utilizziamo i membri del Gruppo Danone, poi ci sono dei professionisti esterni; dall’agenzia di comunicazione al regista, dallo scenografo premio Oscar al costumista».
Come è girare con Shakira?
«Parliamo di una celebrity con una professionalità e una preparazione maniacale. In lei c’è grande cura per tutti i dettagli. La cosa più complessa è stata la fase preparatoria. Abbiamo lavorato per quattro mesi giorno e notte. Abbiamo ricreato negli studios una vera foresta. Il primo test è stato fatto in digitale per studiare con un cartoon le posizioni, i movimenti, poi è stata la volta delle controfigure. Quando è arrivata la star noi sapevamo già perfettamente cosa doveva fare».
Ci sono stati aneddoti curiosi durante le riprese?
«L’appuntamento era alle 6 di mattina e lei è arrivata prima di tutti. Era informata sul nostro staff, mi chiamava per nome e sapeva che ho una bimba piccola. Ha chiesto solo di fare una pausa per andare a vedere il suo bimbo che ha poco più di un anno» che ha avuto dal difensore del Barcellona Gerard Piqué.
Per i curiosi il backstage dello spot con il brano inedito “Dare” si può già vedere su YouTube.

Paolo Annoni

Nella foto:
La cantante Shakira in un momento dello spot “lariano”

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