Spruzzata con l’insetticida dopo la lite: donna incinta in ospedale

altUn cittadino russo portato poi in tribunale anche per la resistenza ai carabinieri
(m.pv.) È finita all’ospedale per sottoporsi ad accertamenti e ad un controllo precauzionale, dopo essere stata annaffiata da spray per scarafaggi spruzzato dal vicino di casa al termine di una lite. È successo a una donna di un comune della cintura Comasca, all’ottavo mese di gravidanza, che ha preferito farsi monitorare dai medici per evitare problemi.
Ad accompagnarla all’ospedale il marito, anche lui investito dallo spray anti-scarafaggi. L’episodio, che ha poi avuto un seguito in tribunale (anche se per motivi successivi e legati alla resistenza a un pubblico ufficiale) è avvenuto nella serata di giovedì. 

 

A chiamare i carabinieri della stazione del paese è stata una coppia italiana – con la donna incinta di otto mesi – nel pieno di una lite di vicinato per motivi definiti dagli inquirenti «futili». Protagonista dell’aggressione sarebbe stato un russo di 50 anni, in Italia già da qualche anno, che nel pieno del litigio (e pare alterato dall’alcol) avrebbe spruzzato l’insetticida contro i vicini di appartamento.
All’arrivo dei carabinieri, non contento, avrebbe poi proseguito nel suo show aggredendo e spintonando i miliari. Il russo è stato così arrestato e ieri mattina è comparso in tribunale a Como per essere processato con il rito “direttissimo”. L’accusa è stata ovviamente quella di resistenza a pubblico ufficiale.
Ha scelto di patteggiare la pena (che è stata sospesa) a 4 mesi e 10 giorni. L’uomo, che era incensurato e che ha avuto bisogno di un interprete per comprendere quanto avveniva in aula, è poi tornato in libertà.
La vicenda potrebbe però non essere conclusa, in quanto i carabinieri stanno attendendo le decisioni che saranno prese dalla coppia spruzzata con lo spray per scarafaggi. A ieri sera non era ancora stata presentata alcuna denuncia, ma non è escluso che questa possa essere messa nero su bianco nelle prossime ore. E in tal caso i guai con la giustizia per il 50enne russo potrebbero continuare.

Nella foto:
Una storia curiosa è finita ieri mattina in tribunale a Como dove c’è stato il direttissimo

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