Stadio: «Il Comune ha alzato bandiera bianca». Non si placano le polemiche sulla convenzione

Como zona stadio Sinigaglia

Negli uffici di Palazzo Cernezzi si corre per predisporre la convenzione con il Calcio Como. Anche ieri mattina si è svolta un’altra riunione per redigere nel dettaglio il documento che darà alla società calcistica il via libera per i prossimi 12 anni nell’utilizzo del Sinigaglia.
La versione finale della convenzione arriverà in giunta solo la prossima settimana.
Sono numerosi i dettagli che andranno inseriti per cercare di far fronte a ogni eventuale imprevisto dopo la gran confusione che si è generata nei giorni scorsi.
In cambio, come noto, la progettazione e la costruzione del campo di calcio in erba sintetica spetterà alla società amministrata da Michael Gandler. La pace – o forse si potrebbe dire tregua armata – tra i due soggetti – Comune di Como e società calcistica, nel vertice di martedì scorso in municipio, dopo il gelo che si era creato nelle settimane passate per numerose alcune contenute nel primo piano di campo sintetico presentato all’ufficio tecnico di Palazzo Cernezzi, sembrano magicamente sparite e si è così deciso di aumentare la velocità per concludere l’operazione.
Anche se un primo dettaglio da non trascurare e su cui si sta discutendo riguarda la presenza di una fondamentale clausola, che consenta di recedere dai 12 anni di durata della convezione qualora in Comune arrivasse una manifestazione di interesse pubblico sull’immobile.
Mentre dunque negli uffici si sta cercando di recuperare l’enorme ritardo accumulato in passato, la politica cittadina si è dimostrata scettica su quanto sta accadendo. «Mi sembra che il Comune con i 12 anni di concessione abbia alzato bandiera bianca – dice Fabio Aleotti capogruppo in consiglio del Movimento 5 Stelle – Passare dall’assoluta chiusura iniziale alla situazione attuale è sinonimo di scarsa visione strategica della città. Specie su una zona che in campagna elettorale tutti indicavano come determinante».
Interlocutorio Alessandro Rapinese. «Il Calcio Como ha tolto le castagne dal fuoco a Landriscina pagando tutto. Adesso però attendo di leggere la convenzione per capire la reale portata di questa concessione così lunga».
Intanto il dibattito è più aperto che mai anche tra le storiche società sportive che sorgono vicino all’impianto. «Indipendentemente dalle scelte politiche Aero Club, Yacht Club e Canottieri Lario dovranno essere coinvolte in tutte le decisioni – spiega Giorgio Porta, presidente dell’Aero Club di Como – tempo fa abbiamo avuto una riunione in comune e l’amministrazione lo aveva ben spiegato: chi presenterà un progetto per l’area deve interpellare anche noi. Al momento non siamo stati contattati da nessuno, nemmeno dal Como. Nel nostro caso – aggiunge – ci sono anche evidenti motivi tecnici e di sicurezza legati alla presenza dell’idroscalo. Mi auguro di vedere una bozza di progetto presto e di poter partecipare come parte attiva».
Lo stesso presidente dell’Aereo Club fa un annuncio: «Sull’area antistante l’hangar abbiamo già presentato un progetto per la rivisitazione degli spazi dell’idroscalo. Il piano è a uno stadio avanzato: stiamo aspettando gli ultimi pareri».
Il presidente Giorgio Porta presto potrebbe vedere soddisfatta la sua richiesta di essere coinvolto da parte del Como 1907. Proprio l’amministratore Michael Gandler avrebbe infatti manifestato l’intenzione di incontrare i responsabili delle società sportive che hanno le sedi nella zona di viale Puecher per esporre il suo piano.

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