Stadio, il presidente di Confindustria «Giusto pensare al futuro di Como»

Aram Manoukian presidente Confindustria Como

La lettera aperta degli undici comaschi sullo stadio e sul futuro del quartiere e della cittadella razionalista?
«Io la sposo assolutamente. Si deve essere anche suggeritori dell’amministrazione comunale». Aram Manoukian, presidente di Confindustria Como e numero uno della Lechler Spa, società del settore chimico fondata 162 anni fa, con circa 500 dipendenti e un fatturato attorno ai 100 milioni di euro, interviene nel dibattito sul futuro di una delle zone di pregio turistico e architettonico di Como. Nella sua storia, l’associazione degli industriali lariani è stata più volte motore di importanti iniziative per la città e il territorio.
Dalle esposizioni voltiane, all’apertura dell’Università comasca, da Villa Erba a Lariofiere, dalla Comodepur a ComoNext, dal Setificio alla Fondazione Volta. Potrebbe avere Confindustria questo ruolo anche per il futuro?
«Posso dire che comprendo appieno l’ansia che si respira in città – dice Manoukian – Ed è giusto che ci si interroghi e che ognuno faccia la sua parte. Dobbiamo comprendere cosa vogliamo che possa diventare Como. Alla base di tutto ci devono essere però la fiducia e la capacità di collaborare».
Manoukian ricorda come proprio durante il lockdown vi siano state numerose occasioni di confronto tra le categorie. «Eravamo allo stesso tavolo virtuale con artigiani, commercianti, Confindustria Lecco – spiega il presidente – più volte ho cercato di stimolare gli interlocutori su temi comuni, ma devo dire che non ho raccolto molto. Viviamo su un territorio meraviglioso, abbiamo questa fortuna, è un peccato non riuscire a lavorare insieme. I temi sul tavolo sono noti. Credo che oggi riguardino in particolare il turismo e i giovani. Dobbiamo comprendere come rinnovare Como, quale identità pensiamo per il futuro della nostra città? Si tratta di esercizi che un buon imprenditore è abituato a fare con la propria azienda».
Anche il tema del nuovo stadio Sinigaglia e dell’intero quartiere razionalista potrebbero essere tessere di un mosaico nella costruzione della nuova città.
«Credo sia positivo che il dibattito si accenda su questi focus – dice ancora il presidente – l’associazione degli industriali di Como è sempre pronta a sostenere iniziative per la città. Per il centenario di Confindustria avevamo finanziato la realizzazione di un palco galleggiante per degli spettacoli nel primo bacino. Poi, nell’emergenza della pandemia, i fondi sono stati destinati all’ospedale Sant’Anna. Ma noi siamo sempre a disposizione anche ad alimentare un movimento di pensiero che dia energia al territorio».
Manoukian parla ancora del turismo.
«Oggi tutti piangono perché non sono arrivati gli americani e i giapponesi. Cerchiamo piuttosto di attrarre in futuro anche altri turisti, grazie a una nuova identità del territorio. Serve sempre una visione d’insieme anche per affrontare le peggiori crisi».

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