Stadio, la mancata firma diventa un giallo

Michael Gandler

Gandler è tornato dagli Usa e ha concluso la quarantena

Approvato dalla giunta Landriscina ormai due settimane fa, il contratto di concessione per dodici anni dello stadio Sinigaglia giace ancora senza le firme in calce. Il Como 1907, dopo aver spiegato di non avere più intenzione di realizzare il terreno sintetico almeno per quest’anno (ufficialmente per avere l’impianto disponibile già dalla prima di campionato ndr) non ha più avuto rapporti con il Comune. Eppure, anche le problematiche dei locali aggiuntivi sono state risolte. L’amministratore Michael Gandler, l’unico che può firmare il contratto, è già a Como. È rientrato dagli Usa e il suo periodo di “quarantena” è ampiamente trascorso. Non si parla però ancora del giorno della firma.
Una situazione che ora crea qualche imbarazzo in Comune, anche al sindaco, che si è speso in prima persona per l’accordo, ha ricevuto i tifosi che protestavano sotto Palazzo Cernezzi. Ci ha messo la faccia, insomma.
«Credo che abbiamo svolto ogni azione possibile per favorire lo sviluppo della società sportiva – spiega Mario Landriscina – Anche perché dall’altra parte sono stati proposti investimenti. Il documento è pronto, lo abbiamo detto. Accetteremo le piccole modifiche. Ma non dimentichiamo che si tratta di un contratto che vincola chi lo firma e i terzi che si dovessero fare avanti, anche sulla riqualificazione complessiva del quartiere. Il Como 1907 ha un vantaggio chiaro sugli altri per via delle legge sugli stadi, ma dovrà fare fede a tutti gli impegni sottoscritti, compreso il campo sintetico».
Nuovo terreno di gioco che invece da qualche giorno sembra non piacere più a nessuno del Como, ad iniziare dal suo superconsulente tecnico, l’ex Chelsea Dennis Wise.

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