Stadio, per la firma è sempre la settimana decisiva. Intanto il Como giocherà la prima in campo neutro

Stadio Giuseppe Sinigaglia (Como)

Dall’inizio della vicenda della nuova concessione per lo stadio Sinigaglia ci sono due frasi che vengono ripetute all’infinito a Palazzo Cernezzi: «È la settimana decisiva» e «Stanno verificando gli ultimi documenti».
Anche ieri è toccato all’assessore allo Sport, Marco Galli, rispondere alla consueta domanda del cronista. «Ho parlato ora con la dottoressa Tosetti, sono in corso le ultime verifiche, confido che questa sia proprio la settimana decisiva per convocare il Como e arrivare alla firma» spiega Galli al telefono.
La dottoressa Tosetti è Rossana Tosetti, dirigente del settore Patrimonio, che fa capo come è noto, non a Galli, bensì all’assessore Francesco Pettignano.
«Io chiedo tutti i giorni a che punto siamo – spiega pure Pettignano – però alla fine è solo il segretario generale, l’avvocato Giuseppe Locandro, che può firmare. Lo incontrerò anche domani. Si tratta di documentazioni complesse. Certo, si sarebbe potuto fare prima, ma il cambio di idea del Como sul campo sintetico ha fatto ripartire tutto l’iter». Pettignano sottolinea però che la società sportiva fino al 2021 ha comunque un contratto per l’utilizzo dello stadio.
Il campionato insomma non è affatto a rischio, anche se, è notizia dell’ultima ora, il Como non potrà giocare il suo primo incontro in casa, sabato 3 ottobre. Sarà costretto a trovare un “campo neutro” per affrontare la Pistoiese, dopo la bella vittoria di domenica contro il Renate. Si attende l’ufficialità da parte del club, forse già in giornata, e anche la conferma di quale sarà l’impianto scelto (probabilmente – per questioni di vicinanza – Meda, Novara o Vercelli).
Un effetto collaterale, anche questo, delle lungaggini e delle complicazioni scaturite in seguito all’accordo per la convenzione lunga.
Inizialmente era previsto e scritto nel contratto d’affitto, il passaggio al terreno sintetico. Poi, probabilmente su indicazione di Dennis Wise, leggenda del Chelsea, e superconsulente tecnico degli azzurri, la decisione di puntare sul misto. Nel calcio inglese l’erba sintetica è vissuta quasi come un’offesa.
Ecco così che la società, ormai a ridosso dell’avvio del campionato, ha dovuto richiamare i giardinieri e avviare i lavori per sistemare l’erba del Sinigaglia. Aerazione, rizollatura, semina, sabbiatura, poi un’altra semina. L’erba richiede i suoi tempi. Così il campo non sarà pronto in tempo per la prima gara casalinga della stagione. Ma sicuramente lo sarà per la firma del contratto d’affitto dello stadio.

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