Stadio Sinigaglia, Butti: “Non accettiamo interventi spot, vogliamo un ridisegno del quartiere”

L'assessore Marco Butti

«La nostra amministrazione ha una precisa visione sulla zona stadio, ribadita più volte alla cittadinanza e al Calcio Como. Tutti conoscono le condizioni che abbiamo posto. Non accetteremo mai più interventi spot sul monumento, ma unicamente un disegno sul quartiere, che consenta la pedonalizzazione e la valorizzazione turistica e culturale di un luogo unico al mondo. Il terreno di gioco e gli spalti sono soltanto un elemento, una tessera del puzzle».
Marco Butti, assessore all’Urbanistica del Comune di Como, interviene nel dibattito che da giorni sta dividendo la città. Dopo mesi di annunci e di trattative, la società Como 1907 ha presentato la sua idea di lavori per rinnovare e prolungare la concessione dell’impianto sportivo. Nessun restyling completo, nessuna galleria commerciale, nessuna nuova tribuna al posto di quell’orrenda curva di tubi in metallo. Nessuna riqualificazione dei Distinti, neppure un ristorante o degli “Sky box” in tribuna centrale, dei parcheggi sotto il terreno di gioco. Tutti peraltro progetti annunciati nel corso dei mesi dalla proprietà o da altri gruppi, italiani e stranieri, che si erano detti interessati a mettere mano al glorioso Sinigaglia. Il Como, per il momento, propone di rifare il campo con erba sintetica e realizzare un punto vendita del merchandising.
«Ho letto con attenzione il dibattito di questi giorni e faccio sempre tesoro degli altri pareri – dice Butti – ma io non vedo nessuna retromarcia da parte del Calcio Como verso i tifosi o la città. Non dobbiamo confondere un’esigenza immediata, di tecnica di gioco, che la squadra ha, ovvero potere avere un terreno adatto tutto l’anno, con nuovi materiali, con il grande progetto dello stadio».
Però ci si aspettava qualcosa di più da questa proprietà, anche perché in passato se ne sono viste di tutti i colori…
«Certo, e i comaschi non dimenticano – dice Butti – Ma guardate che i contatti con il Calcio Como proseguono, anche in questi giorni, con i necessari approfondimenti. Si tratta di un investimento stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro, mica bruscolini. Servono partner finanziari e industriali. Scusate, ma di rifare lo stadio di San Siro, a 40 chilometri da qui, da quanto si parla? Decenni. L’accelerazione è arrivata solo negli ultimi mesi. Qui poi siamo in un contesto unico al mondo. Non è il Mapei Stadium del Sassuolo o il Friuli dell’Udinese. Di Sinigaglia, messo così, in una cittadella Razionalista, sul Lago di Como, ce n’è uno al mondo. La visione del sindaco e dell’amministrazione è chiara, la società sportiva è ancora al lavoro con i suoi consulenti».
Quindi lei rimane positivo sulla vicenda?
«Credo che per un passo così importante serva tempo – dice Butti – L’importante ora è non interrompere il dialogo e arrivare, nel giro di qualche mese, almeno ad approfondire uno studio o ancora meglio un progetto preliminare. Poi le strade possono essere diverse. La società dovrà considerare se intervenire direttamente, come detentrice del titolo, grazie alla legge sugli stadi, o affidarsi a un privato, alcuni gruppi si erano fatti avanti. Non vedo comunque alcun disimpegno del Calcio Como verso il progetto. Se ci sono approfondimenti da fare è bene che li facciano. Da parte nostra chiediamo un intervento a 360° sul quartiere e su questo certamente non torniamo indietro», conclude l’assessore Butti.

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3 Commenti

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    Andrea Angelo Bordiga , 7 Giugno 2020 @ 22:15

    Giusto condivido quanto espresso da butti. Personalmente però non vedo lo stadio legato unicamente alla attività del calcio Como ma deve tornare ad essere una struttura polivalente con numero di posti limitati. Utilizzabile per eventi concerti atletica ciclismo e altri sport ma senza vocazione da grandi numeri per i quale sarebbe necessaria una nuova struttura non davanti al lago

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    Massimo Cordasco , 7 Giugno 2020 @ 15:42

    Plaudo alla posizione dell’assessore Marco Butti, pur non avendo mai votato per il partito a cui appartiene, perché o si ha il coraggio di pensare ad una soluzione globale o, con ritocchini qua e là, non si aiuta né la città né lo sviluppo del Calcio Como. Esistono al mondo investitori capaci di pensare ad un’azione congiunta di costruzione di uno stadio in periferia e di valorizzazione dell’area del Sinigaglia per riportarla alla sua vocazione originaria di “Polisportiva”? Se si, come in effetti è, si faccia di tutto per interessarli. La politica del ritocchino in questo caso non paga.

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    Ed , 7 Giugno 2020 @ 11:50

    comune vergognoso…tacete e lavorate per la città , non ne combinate una giusta e vi permettete certe uscite… vergogna…a casa

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