Stadio Sinigaglia, i particolari dell’intesa tra Palazzo Cernezzi e Como 1907

Lo stadio Sinigaglia visto dal Monumento ai Caduti

Sono serviti oltre due mesi – la prima delibera è infatti del 23 luglio – ma, alla fine, Comune e Calcio Como hanno firmato il contratto di concessione dello stadio: 12 anni, un canone di 41.800 euro e l’obbligo di realizzare un nuovo manto entro la fine di agosto 2021, e comunque non oltre l’inizio del prossimo campionato.
Il testo della convenzione non è ancora noto, molti dettagli sono però contenuti nelle due delibere di giunta (la 150 e la 189) approvate a luglio e ad agosto proprio per indicare agli uffici i termini principali dell’accordo.
In particolare, lo stadio «potrà essere utilizzato» dal Como non soltanto per le partite casalinghe, ma anche per «allenamenti e attività collaterali». L’agibilità dell’impianto, nelle parti concesse, dovrà essere verificata dalla società azzurra che «potrà organizzare» al “Sinigaglia fino a «sette eventi (attività ricreative, culturali, convegnistiche, commerciali e/o di spettacolo» ogni anno,
Il Comune «si riserva la facoltà di utilizzare gratuitamente lo stadio per lo svolgimento nel corso di ogni anno di 5 manifestazioni promosse nell’ambito della propria attività istituzionale».
Con la concessione viene dato l’ok alla realizzazione dello store interno allo stadio, dove il Como potrà mettere in vendita «materiale tecnico, sportivo e/o di merchandising».
Tutte le manutenzioni ordinarie del “Sinigaglia” (immobili, impianti e attrezzature), compresa l’illuminazione, sarà a carico del Como che dovrà anche provvedere a sue spese «ai collaudi statici annuali sulle strutture metalliche (tribune, parapetti, pensiline) nonché a verifiche mensili sulla funzionalità e l’idoneità di tutto il complesso». Entro 6 mesi, quindi attorno all’inizio di aprile, il Como dovrà pure «presentare al Comune un progetto complessivo delle opere necessarie al fine di adeguare l’impianto ai requisiti richiesti per le categorie A e B in termini di capienza minima, sicurezza e agibilità imposti dalla Figc o, comunque, dalle autorità sportive competenti». In questo progetto è ovviamente incluso il nuovo campo, che sarà «misto» (erba e sintetico) e il cui costo dovrebbe aggirarsi da un minimo di 460mila euro a un massimo di 536mila euro, cui «si aggiungerebbero altri 140mila euro laddove venisse effettuato anche l’impianto di riscaldamento».
L’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Francesco Pettignano, si dice soddisfatto del risultato raggiunto. «Finalmente abbiamo potuto firmare questa convenzione chiudendo una storia che si era protratta troppo a lungo. La burocrazia non ci ha sicuramente aiutato, ma l’iter si è chiuso ed è questo ciò che più conta».
Secondo Pettignano, «è un momento importante per la città e anche per i tifosi. Ora possiamo lavorare più serenamente anche in direzione di progetti più ampi».
Identica soddisfazione è stata espressa ieri anche dall’amministratore delegato del Como, Michael Gandler.
«Siamo contenti, non è stato un percorso semplice ma era importante ottenere questo risultato. Si tratta di un primo ma significativo passo all’interno dello sviluppo del nostro club», ha dichiarato in una nota lo stesso Gandler.

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