Stadio Sinigaglia, idrovolanti e quel palo troppo alto

Stadio Sinigaglia 2021-2022

Servono 250mila euro per lo Stadio Sinigaglia, ma non li metterà il Como, che pur ha in gestione l’impianto per dodici anni con impegni sulle manutenzione e un “progettone” sull’area. Saranno soldi pubblici, perché dopo oltre 20 anni il Comune vuole mettere fine a una questione nata con l’ultima ristrutturazione e cavalcata in serie A, il caso del “palo telescopico”.

Proprio così. Si tratta di una questione causata dal vicinato tra due storiche strutture sportive della città. Da una parte lo stadio di calcio, progettato da Giovanni Greppi e inaugurato con le Celebrazioni Voltiane del 1927, dall’altra l’idroscalo internazionale di Como con relativo hangar gestito dell’Aero Club. L’hangar è del 1930, anche se l’idroscalo risale al 1913. Nel 2000 vengono innalzate sul lato Nord dello stadio, verso Ovest ed Est, due torri per l’illuminazione, alte circa 40 metri, 7 metri più alte delle altre due già presenti. Altezza che va però a interagire con i piani di volo aeroportuali, che devono essere liberi da ostacoli.

Una torre-faro in particolare va abbassata, quella di Nordovest. Dopo 21 anni si è giunti alla soluzione, quantomeno sulla carta, con la definizione dei costi per il nuovo palo. Della progettazione sono state incaricate due società, una di Villa Guardia e una di Milano. Il costo complessivo dell’intervento sarà di 250mila euro: 100mila per la fornitura e la posa della torre faro telescopica, 90mila per l’adeguamento delle torri, il restante per progettazione e vari oneri. Non è ancora stata fissata la data della gara per l’opera. Lavori che non potranno essere svolti durante il campionato.

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