Stadio Sinigaglia, l’opposizione chiede di leggere il contratto e invoca maggiore trasparenza

Stadio Giuseppe Sinigaglia

Il giallo della mancata firma da parte del Como 1907 della convenzione per l’utilizzo per 12 anni dello Stadio Sinigaglia e la retromarcia sul cantiere per posare l’erba sintetica sul terreno di gioco diventano un’arma affilata nella mani della minoranza in consiglio comunale per attaccare la giunta Landriscina.
Il documento, del resto, è pronto dal 23 luglio, quando è stato approvato dall’esecutivo di Palazzo Cernezzi. Da quel giorno i contatti tra gli uffici sono proseguiti, fino ad interrompersi, abbastanza inspiegabilmente, la scorsa settimana, quando tutti attendevano la firma. Eppure anche il problema dei due locali in più richiesti per le partite casalinghe sembrava superato.
«Anche oggi (ieri, ndr) non si è fatto vivo nessuno – ha spiegato al telefono l’assessore comunale al Patrimonio Francesco Pettignano – Noi siamo pronti a firmare anche domani, aspettiamo che il Como si faccia vivo».
Chi ieri non è rimasto in silenzio, come anticipato, è invece la minoranza a Palazzo Cernezzi. Si invoca trasparenza nella gestione dell’accordo e pure la revisione della convenzione in modo da tutelare maggiormente il Comune.
«L’ultimo impasse nella questione dello Stadio Sinigaglia non fa altro che gettare un’ombra di ridicolo sul Comune di Como e certificare quello che davamo già per assodato: quando è l’assessore Pettignano ad essere coinvolto, i risultati non possono essere che questi. Imbarazzanti alla meglio, pessimi alla peggio» commenta, duro, Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico. Il Pd invoca trasparenza, non comprende il motivo per cui la convenzione non sia stata rea pubblica. «Dov’è? Non abbiamo avuto modo di leggerla – dice Legnani – È imperativo che ci sia trasparenza sulle modalità con cui il Comune di Como sta conducendo i rapporti con il Como 1907». Il segretario chiude la sua riflessione con un appello a ragionare non solo sullo stadio, ma sull’intero quartiere turistico, sportivo e monumentale.
«Quando si calano le braghe in quel modo è facile rimanere scottati – dice Fabio Aleotti, capogruppo dei Cinquestelle a Palazzo Cernezzi – Lo stadio è stato concesso per 12 anni per un prato sintetico. Il Como adesso fa i suoi interessi e cerca di ottenere di più. Una amministrazione di larghe vedute doveva considerare lo stadio anche come monumento della città, inserito in un contesto urbanistico prestigioso. Invece il Comune l’ha concesso per un prato sintetico, senza una visione prospettica sul compendio e una valutazione attenta del quartiere. Qui si deve realizzare una struttura polifunzionale per i giovani, un contenitore per eventi in cui il calcio abbia la sua parte, per 16 partite all’anno, ma non l’esclusiva. Invece si scopre che nell’accordo il Comune non si è neppure riservato tre, quattro, cinque weekend all’anno per fare eventi nei prossimi 12 anni. La vicenda lascia davvero l’amaro in bocca. Con tutto il bene che si può volere al Como e all’attività sportiva, se ora dovesse saltare l’accordo sarà un vantaggio per la città».
Sulla stessa linea anche il capogruppo di Como Civica, Vittorio Nessi: «La concessione dello stadio estesa a ben 12 anni è stata motivata dal rifacimento del manto in sintetico – ricorda Vittorio Nessi – Ora, a quanto pare, è la stessa società Como 1907 a fare retromarcia su questo punto. Che resta, ci domandiamo allora, della convenzione stessa?» si chiede il capogruppo.
«Il copione ha virato sul “giallo” e non resta che aspettare il finale – commenta Bruno Magatti, capogruppo di Civitas – Ma non disponendo di tutti gli elementi non so dire se qualcuno stia recitando a soggetto. Mi auguro che tutti i cittadini abbiano chiaro che trasparenza e imparzialità sono requisiti irrinunciabili di ogni atto che impegna beni della collettività. Pare invece che si sia arrivati a un accordo che sfuma verso tonalità ambigue: così dubbi e perplessità non fanno che aumentare. Non va bene. Anche perché, citando Guccini – conclude Bruno Magatti – come sappiamo nel calcio “Geni e maghi ne abbiam visti uscire a frotte, per scomparire”».

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