Stadio Sinigaglia, politica comasca divisa tra dubbi e speranze

Stadio Giuseppe Sinigaglia (Como)

Uno stadio monumento, una collocazione paesaggistica unica al mondo e una sete di sport, a partire dal calcio, che ha fatto sognare a lungo i comaschi. In passato infatti i tanti progetti, alcuni faraonici, del nuovo Sinigaglia in riva al lago con strutture polifunzionali, parcheggi e negozi hanno acceso il dibattito cittadino. Adesso però il brusco ritorno alla realtà ha trasformato quel dibattito in un valzer di ipotesi, dubbi e speranze. I fatti sono noti: alcuni giorni fa il Calcio Como ha fatto presente di voler rifare il campo di gioco in erba sintetica e di voler sfruttare a fini di merchandising uno spazio di 140 metri quadrati all’interno dello stadio.
C’è chi lo vede come un inizio verso un futuro ancora da disegnare e chi invece non accetta un’operazione dai contorni decisamente modesti. Anche perchè in molti, immaginando un nuovo stadio, lo pensavano inserito in un’area che nel suo complesso doveva essere ridisegnata anche in unione con la vicina zona dei giardini a lago. «L’idea, in passato, era quella di immaginare una nuova area con un impianto rinnovato, moderno, con servizi da inserire e collegare al Tempio Voltiano e ai giardini, così da poter trasformare il tutto in una sorta di navigli comaschi – interviene il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabio Aleotti – Così sinceramente il tutto viene sminuito. Lavori minimi, di sopravvivenza, per poi fare cosa? C’è un progetto per andare avanti? Quanto è stato messo sul piatto non è neanche il minimo sindacale. Capisco inoltre le difficoltà economiche del Comune, anche per l’emergenza Covid, ma la ripartenza dovrebbe essere migliore, magari chiedendo aiuto anche alla Regione o allo Stato». Sul tavolo di Palazzo Cernezzi ci sarebbe una convenzione di 12 anni, del valore di circa mezzo milione di euro. In pratica, un affitto di 45mila euro l’anno. Lapidario Enrico Cenetiempo, capogruppo di Forza Italia, compagine della maggioranza che in diverse circostanze ha manifestato il proprio dissenso verso le scelte del sindaco. «Tutto qui? – dice Cenetiempo – Mi sembra ci siano punti critici. Innanzitutto il campo sintetico mi sembra un chiaro segnale che l’intenzione è di fare cassa. Di pensare al calcio ma anche a tutta una serie di altri eventi da poter organizzare. E pensare che il Sinigaglia in passato era considerato anche uno dei migliori manti erbosi d’Italia». Inevitabile dunque guardare al futuro a più ampio raggio. «Inoltre voglio proprio sperare che questo mini progettino sia un punto di partenza di una ristrutturazione più ampia anche perchè, se le operazioni dovessero limitarsi a questo, allora consiglierei almeno di imporre l’utilizzo della struttura solo per il calcio. Insomma in conclusione mi sembra di poter dire che, ben lontani e anche impensabili i progetti faraonici di cui si è vagheggiato, quanto è ora sul piatto non rappresenta sicuramente il migliore dei modi per ripartire», chiude Cenetiempo. «Nessuna informazione ci è stata data in consiglio sulla destinazione dello stadio. Se fosse confermata la notizia sarebbe l’ulteriore prova che la giunta non è in grado di immaginare il futuro della città con progetti ambiziosi e degni del pregio paesaggistico e architettonico della zona a lago. Spiacerebbe constatare che un’altra occasione è andata sprecata», interviene il capogruppo di Svolta Civica, Vittorio Nessi. Spariti dunque dal dibattito le idee sicuramente più stimolanti di parcheggi, gallerie commerciali, coperture avveniristiche e tribune ultra-tecnologiche al posto dei vecchi e inestetici tubi di metallo.
«Mi auguro che tutto ciò rappresenti il primo passo, non più rinviabile, per realizzare interventi necessari a ripartire ed essere pronti. Poi però ci dovrà essere per forza dell’altro – interviene il capogruppo in consiglio comunale del Pd, Stefano Fanetti – E in tal senso il Comune dovrà essere vigile e propositivo. Non dobbiamo dimenticarci che l’area stadio è una delle zone di maggior pregio sotto ogni punto di vista e dunque sarà necessario riflettere. Nuovo stadio, nuovi servizi e area da aprire e consegnare alla città. Sono passaggi decisivi nel momento in cui si deciderà di puntare sempre sullo stadio in centro e non di spostarlo in periferia».
I giudizi dunque oscillano tra chi dimostra scetticismo e chi invece spera si tratti di un primo passaggio verso un rilancio delle idee emerse in passato. «Abbiamo parlato di questo piano anche con l’assessore di riferimento, Francesco Pettignano – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Ferretti – E sicuramente dobbiamo sottolineare che il Calcio Como è una società solida e seria. Questo dunque ci fa ben sperare per il futuro e ci fa pensare, a ragion veduta, che si tratti di un primo passo».

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