Stampato comasco assente sul palco dell’Ariston

altMantero: «Ma nelle sfilate milanesi è stato un trionfo di colori»
Bocciata senza appello. L’ultima edizione del Festiva di Sanremo non è piaciuta a questi quattro comaschi, due uomini e due donne. Il motivo? Non vengono analizzati le canzoni, il calo degli ascolti o i compensi dei conduttori, bensì i vestiti, le mises di chi è salito sul palco dell’Ariston nell’edizione bis Fazio-Littizzetto.
Il total black di molti artisti (e non parliamo certo dell’abito talare di Don Matteo alias Terence Hill di ieri sera) non è piaciuto all’industriale tessile

Moritz Mantero.
«Non si è visto un tessuto stampato – dice – mentre nelle sfilate della settimana milanese è stato un trionfo di colori».
Nessuno del Festival, insomma, ha apprezzato i tessuti Made in Como.
«E pensare che lì siamo nella terra dei fiori – dice Mantero, che è anche l’ideatore di Orticolario – quindi anche gli abiti dovrebbero fiorire. Del resto è stata tutta un’edizione in tono minore. A iniziare proprio dai bouquet consegnati alle ospiti del gentil sesso. Li avete visti? Erano mazzolini».
Colpa della crisi?
«Ma no, colpa del cattivo gusto direi».
Ma non salva neppure il Givency indossato da Laetitia Casta e creato dal comasco Riccardo Tisci?
«Quando appare la Casta – scherza Mantero – il vestito passa in second’ordine, io guardavo lei, e mi è piaciuta in questa versione tra la soubrette e la ballerina. Non ricordo invece l’abito».
Il giudizio non cambia di molto se si passa dall’industriale serico alle fashion blogger.
«Poca eleganza, poca classe, ma così non si va da nessuna parte – attacca Sara Biondi, nota pierre, cool hunter e fashion blogger comasca – Abbiamo visto una serie di abiti improponibili».
Il look di questo Sanremo non passerà insomma alla storia.
«Il look, ma pure l’hair styling, più da concerto che da palco dell’Ariston. È vero, poi alla fine si parla più degli outfit scelti che delle canzoni, ma questa volta è mancato proprio il buon gusto. Un palco come Sanremo è luogo deputato all’italian style, che io sinceramente non ho visto» conclude.
Caustico e tranciante anche il giudizio della fashion blogger comasca Laura Tettamanti (Something Iaia’s).
«È stata una bella edizione da badante – attacca – E tutto quel nero è una tristezza, una noia mortale. In Italia abbiamo i più grandi stilisti del mondo. Sanremo poteva essere una vetrina importante per la moda e per il tessuto made in Como che ancora traina l’economia e invece niente».
Non promuove neppure la pallavolista Angeloni, il suo abito non è passato inosservato…
«Agli uomini magari – risponde la fashion blogger – Era degno per un matrimonio tra contadini arricchiti russi».
E gli altri?
«Noemi aveva un bel vestito di Gattinoni, ma portato malissimo. La Carrà in versione punk non mi ha convinto. Meglio la Mannoia o la Capotondi in damina dell’Ottocento style con un tocco d’oro».
Meglio la Casta o Belen dello scorso anno?
«Belen non sarà raffinatissima, ma sa portare i vestiti. La splendida Laetitia ha invece sbagliato un paio di uscite. Un abito sembrava quasi una tenda. Sempre meglio dello zebrato con le zeppe di Giusy Ferreri».
Chiude la carrellata di pareri e di bocciature lo stilista e designer Fabio Panzeri.
«Meglio che non siano stati associati i tessuti di Como ai vestiti di Sanremo – dice – Tutta l’edizione è stata il trionfo del cattivo gusto».
L’analisi di Panzeri parte da lontano.
«La mia è una visione di contesto. Fazio aveva fatto una buona edizione e aveva detto che ne avrebbe condotta solo una e invece ci è stata riproposta questa minestra riscaldata».
«Anche per gli ospiti – aggiunge – Per paura di fare un buco nell’acqua si sono scelti vecchi personaggi, cantanti che non hanno bisogno di comunicare con il loro look. Il record d’ascolto è stato fatto con il Mago Silvan».
«Si poteva dare un messaggio fresco e giovane almeno con gli abiti – conclude – ma questa volta era proprio anche la vetrina a essere brutta».

Paolo Annoni

Nella foto: uno degli abiti decisamente sobri indossati da Luciana Littizzetto sul palco dell’Ariston, della maison di moda Gucci

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.