“Standing ovation” per Leotta in Giappone

Christian Leotta in concerto

È stata trionfale la decima tournée in Giappone per il pianista comasco Christian Leotta che ha suonato Schubert nella “Alti Hall” di Kyoto. Dopo aver suonato per 21 volte il ciclo delle 32 Sonate di Beethoven, il suo sogno era presentare in concerto l’opera pianistica di Schubert con l’integrale delle sonate compiute, le più significative sonate incompiute, la Fantasia Wanderer, i Moments Musicaux, gli Impromptus D 899, gli Impromptus D 935, i Drei Klavierstücke D 946, le Variazioni Hüttenbrenner D 576 e l’Allegretto in Do minore D 915.
La speranza è che a Como si possa sentire presto dal vivo Leotta, dove manca da anni. Si sta profilando una serie di recital nel capoluogo lariano, l’annuncio è imminente.
«Il successo del ciclo schubertiano appena portato a compimento è andato oltre ogni aspettativa – ha detto ieri Leotta appena tornato dal Giappone – L’ultimo concerto di sabato scorso è stato salutato dal pubblico giapponese con una magnifica standing ovation e diversi minuti di applausi. Dopo è seguita la firma degli autografi, che è durata oltre un’ora: ho così potuto sapere che diversi spettatori avevano fatto anche più di 500 chilometri per venirmi a sentire. La prima esecuzione del mio nuovo ciclo schubertiano non poteva avere esiti migliori. grande è la gioia di sapere di tornare in questo magnifico Paese per una nuova tournée con Beethoven e Schubert in diverse città nel 2020 e per un ciclo di dieci concerti interamente dedicati a Beethoven a Tokyo nel 2021. Solo negli ultimi cinque anni, ho eseguito in Giappone ben 18 programmi differenti».
«L’emozione di portare a termine per la prima volta un ciclo di concerti dedicati a un grande compositore non ha eguali. Se poi ciò avviene in una capitale internazionale della cultura quale Kyoto e il compositore in oggetto è Franz Schubert si può toccare il cielo con un dito» prosegue Leotta. «Ricordo quando, ormai quasi vent’anni fa, eseguii per la prima volta il ciclo delle 32 sonate di Beethoven a Montreal. Fu un battesimo eccezionale per me, che mi diede la forza e il coraggio di presentare questa magnifica serie di concerti in quattro continenti per ventuno volte. A Kyoto ho avuto l’onore di eseguire il più grande programma di concerti mai dedicato da un pianista a Schubert, potendo contare sul sostegno di un pubblico davvero meraviglioso, attento e partecipe dalla prima all’ultima interpretazione. Al termine dei miei concerti, diverse persone sono venute con le lacrime agli occhi a complimentarsi».

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