Stangata Iva su Campione: ecco le cifre. Azzerato di fatto l’aiuto concesso con il taglio dell’Irpef

Manifestazione cittadini di Campione d'Italia del 16 marzo 2019

Una stangata da 6 milioni di euro. Oltre al danno, si direbbe, la più classica delle beffe. La relazione di accompagnamento della manovra di bilancio 2020, pubblicata ieri sul sito del Senato, ha svelato i numeri delle accise e della nuova imposta locale sui consumi di Campione d’Italia introdotta in vista dell’ingresso dell’enclave nello spazio doganale europeo.
Il dettaglio della misura (articolo 70) è contenuto in poco meno di tre pagine ed è, purtroppo, molto chiaro: con la mini-Iva che verrà applicata «alle forniture di beni e alle prestazioni di servizi, nonché alle importazioni effettuate nel territorio di Campione d’Italia», lo Stato ipotizza di incassare 5 milioni di euro. Mentre con le accise sui prodotti energetici, gli alcolici, l’energia e altro, la previsione d’incasso è di 1,14 milioni di euro.
Oltre sei milioni l’anno. Una cifra enorme se si pensa che il paese, in questo momento, è letteralmente in ginocchio, con il Casinò chiuso da oltre 15 mesi e il municipio svuotato dai dipendenti dopo la messa in mobilità di oltre 60 persone. Il paradosso è che la soluzione adottata dal governo – in attesa che si possa ottenere una deroga all’ingresso dell’enclave nello spazio doganale europeo – è la meno penalizzante. La mini-Iva, infatti, è stata applicata utilizzando le aliquote svizzere: 7,7% quella ordinaria (contro il 22% del resto del Paese), 3,7% quella speciale per il settore alberghiero (10% oltreconfine) e 2,5% quella ridotta (che in Italia varia dal 4 al 10%).
Altro paradosso, tutto contabile, è la sottolineatura dei tecnici del ministero dell’Economia sugli «effetti» per il gettito «sotto il profilo strettamente finanziario». Effetti pari a zero. Perché, si legge nella relazione, l’abbattimento delle imposte sulle persone fisiche e sulle imprese residenti a Campione deciso dopo la crisi del Casinò (il 50%) farà mancare alle casse dello Stato, nel 2010, 6,1 milioni di euro. In pratica, l’identica cifra che entrerà con la mini-Iva e con le accise. Ma così facendo, con una mano, si dà. E con l’altra si prende. Azzerando di fatto l’aiuto che era stato concesso ai campionesi rimasti senza lavoro e senza futuro.
L’unica vera possibilità di uscire da questa situazione grottesca è riportare Campione d’Italia nella vecchia condizione di territorio extra-doganale, la stessa che – si legge nella relazione – dal 1° gennaio 2020 riguarderà il solo comune di Livigno. Un’impresa che al momento sembra complicata.

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1 Commento

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    Sergio , 6 Novembre 2019 @ 19:14

    Ogni giorno “Campione alla ribalta”, quando negli anni 70/80 a Campione “giravano milioni per tutti” c’era un gran silenzio, o sbaglio.

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