Stangata (postuma) sulle case comunali. Chiesti vecchi affitti per migliaia di euro

alt

Il patrimonio pubblico
Tre casi accertati in via Cosenz. È bufera sul Comune: cartelle vecchie di 6 anni

Il dubbio è: temporale amministrativo o avvisaglie di clamorosa e gravissima bufera? Sul resto, invece, non c’è dubbio: Palazzo Cernezzi deve gestire l’ennesimo pasticcio amministrativo (in parte ereditato). Questa volta in tema di patrimonio e canoni di affitto per la case comunali.
I contorni esatti della vicenda devono ancora essere definiti con precisione, ma sul nucleo centrale della questione non c’è dubbio: diversi inquilini in affitto nelle case di proprietà del Comune di Como

hanno ricevuto e probabilmente potrebbero ancora ricevere richieste di pagamento per canoni arretrati. Ma molto arretrati, almeno in base a quanto è stato possibile ricostruire finora. I casi più clamorosi – almeno quelli che finora è stato possibile verificare con le carte – arrivano fino all’ormai lontanissimo 2008. E, comunque, nei migliori dei casi, si tratta di “cartelle pazze” risalenti almeno a 3 anni fa.
Sono 3 le vicende già ufficiali, tutte riguardanti le abitazioni comunali di via Cosenz. Dove altrettanti inquilini si sono visti recapitare, a ridosso del Natale scorso, richieste di “misteriosi” conguagli relativi ai canoni di affitto per 2.900, 1.800 e 1.600 euro. Imbarazzanti – oltre alle somme in sé – le date a cui si riferiscono le richieste di pagamento inviate dagli uffici del settore Patrimonio di Palazzo Cernezzi. Si tratta di conguagli richiesti, rispettivamente, per gli anni 2009, 2011 e, come anticipato, 2008.
Immediate e inevitabili la reazioni tra l’indignato e il disperato degli inquilini che si sono visti recapitare le pesanti richieste di pagamento dal Comune, soprattutto calcolando che (in media) l’affitto annuo per quegli appartamento si aggira intorno ai 1.400-1.800 euro.
La questione ora è in mano agli avvocati Mario Lavatelli e Vincenzo Latorraca.
«Si tratta di una vicenda incresciosa, che rischia di avere risvolti pesantissimi su inquilini di case tutt’altro che di lusso – afferma Lavatelli – Noi, comunque, riteniamo che quei conguagli non siano affatto dovuti a Palazzo Cernezzi e faremo opposizione. Abbiamo già scritto all’amministrazione il 31 gennaio scorso e ora attendiamo una risposta in tempi brevi perché va fatta chiarezza su un tema delicatissimo».
Fin qui, dunque, i dati di cronaca recente. La realtà, però, rischia di essere ben più complessa dei singoli casi. Perché il problema del calcolo degli affitti per gli alloggi comunali risale ormai ad almeno 3 anni fa, quando ancora era al governo della città la giunta di centrodestra. E oggi, nel 2014, sembra che il problema sia ben lontano dall’essere risolto. Anzi, la sensazione è che sia addirittura sul punto di esplodere. Solo nei prossimi giorni, infatti, è attesa la quantificazione reale delle potenziali “cartelle pazze”.
Sullo sfondo, tra l’altro, restano anche gli altri storici problemi del settore di Palazzo Cernezzi che gestisce il patrimonio. Da un lato, infatti, è tuttora irrisolto il nodo dei numerosissimi canoni di affitto per cifre letteralmente irrisorie chieste dall’amministrazioni ai cittadini che utilizzano box e posti auto comunali.
Inoltre, nessuna novità di rilievo, finora, è emersa sull’infinita teoria di concessioni scadute da anni, o comunque non adeguate in termini di valore, grazie alle quali associazioni, enti e soggetti assortiti utilizzano strutture comunali per le più disparate attività. E se si calcola che anche il tema delle alienazioni prosegue a suon di “stop and go”, si intuisce quanto sia fosco il quadro.

Emanuele Caso

Nella foto:
Le case comunali di via Cosenz, dove si sono registrati i primi casi di “cartelle pazze” inviate dall’amministrazione per il pagamento di vecchi conguagli sugli affitti (Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.