Statale Regina, agonia quotidiana

C’è chi dice no – Tutti i nodi della sponda occidentale
Le proteste e le attese di chi vive sulla strada del lago
Il primo ingorgo, ironia della sorte, è provocato da un camioncino arancione con il logo ben visibile dell’Anas, l’Ente proprietario della carreggiata.
Davanti al campanile tardo romanico di Ossuccio, uno dei monumenti più belli che si affacciano sulla dorsale occidentale del Lago di Como, il mezzo incrocia un autobus, uno dei tanti torpedoni di turisti che ogni giorno affollano la strada. I due conducenti rallentano, si guardano negli occhi, valutano chi e come debba muoversi per primo

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Passano i secondi, il semaforo intelligente fa scattare il rosso in direzione Altolago, ma intanto in fila, dietro entrambi i mezzi, c’è già oltre una decina di veicoli fermi, immobili, in attesa che qualcosa si muova.
Nel frattempo, nella strettoia di Spurano si è verificata una situazione analoga. Le code si sommano. Ed è subito caos.
«E non è successo proprio niente – fa notare Angelo Pedrini, insegnante in pensione, dal 1969 residente nella famigerata strettoia di Ossuccio – È la normalità in questo tratto della Regina. Le code sono quotidiane, gli ingorghi si ripetono in continuazione e proseguono spesso per ore. È sufficiente l’incrocio due mezzi pesanti per creare un intoppo che si trasforma in un attimo in un serpentone di veicoli in coda. Quando poi accade davvero qualcosa, magari soltanto un banale incidente, è facile immaginare cosa possa succedere».
I Comuni dell’Unione della Tremezzina, complessivamente, possono contare su sette agenti della polizia locale, un numero oggettivamente irrisorio soprattutto durante la stagione estiva, quando i residenti raddoppiano e il traffico si moltiplica.
Como e Lenno distano 28 chilometri. «Fino a qualche anno fa il tempo di percorrenza medio era di 30 minuti o poco più – ricorda un residente di Lenno che effettua quasi quotidianamente la tratta – Oggi devi mettere in conto dai 75 ai 90 minuti, quando non ci sono problemi. È una situazione insostenibile».
«Guardi lo smog accumulato sulle inferriate – dicono Enrica Morganti e Silvano Bordoli, titolari della trattoria nella strettoia di Spurano – Puliamo continuamente le finestre ma con il traffico, qui, l’aria è davvero irrespirabile. Nella bella stagione le code sono una costante, proseguono anche per 6-7 ore al giorno, con brevissime pause. Finché non vietano il transito dei mezzi pesanti questa strada sarà sempre un inferno. Potrebbero almeno mettere alcuni cartelli per invitare gli automobilisti a spegnere il motore quando restano bloccati in coda».
Domenico Corradi vive nello stesso punto. «Abito qui da vent’anni e la situazione peggiora di anno in anno in modo assolutamente drammatico – dice – La limitazione in vigore per i mezzi pesanti è minima e non serve a nulla se non viene ampliata. Le code ci sono sempre, se poi accade anche qualcosa diventa un inferno. Per noi residenti è pericoloso anche uscire a piedi».
Chi per lavoro deve percorrere quotidianamente o quasi la Regina sa che, di fatto, è pressoché impossibile prevedere con certezza i tempi di percorrenza.
«Le strettoie sono un’incognita, non sai mai cosa possa accadere – dice Irfan Tokgoz – Quando va tutto bene, da Como a Ossuccio bastano 40 minuti, ma altre volte il tempo di percorrenza può diventare anche un’ora e mezza».
«Il traffico è una costante e la situazione peggiora notevolmente nella bella stagione, quando arrivano migliaia di turisti e visitatori – aggiunge il collega Gabriel Timis – Alcuni tratti sono pericolosi, soprattutto quando si incrociano autobus o camion».
«È davvero un problema per i pendolari che devono fare questa strada per lavoro – dice poi Slavisa Radenkovic – L’imprevisto è sempre in agguato e non puoi mai programmare con certezza i tempi degli spostamenti».
Di sicuro, nessuno vorrebbe rinunciare a turisti e visitatori, indubbiamente una ricchezza per l’intera zona.
Ma i problemi quotidiani stanno diventando sempre più difficili da sopportare. «Servono subito interventi seri – dice Marta Mascaro – Personalmente vivo il problema da entrambi i lati perché sono residente a Ossuccio e lavoro a Villa Carlotta. Sono quindi la prima a dire che il turismo debba essere incentivato e sostenuto, è nell’interesse di tutti. D’altra parte, però, non è accettabile che i residenti siano così penalizzati. Occorrono interventi seri che risolvano i problemi in modo definitivo perché così non si può andare avanti. La situazione ormai è davvero critica».

Anna Campaniello

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