Economia

Statistiche e sorprese: Lenno paese dei super-ricchi

altUno studio sui redditi superiori ai 120mila euro pone la località lariana al primo posto in Italia
(f.bar.) La mappa del tesoro porta a Lenno. È questo infatti (o forse sarebbe meglio dire “era”, dopo la fusione che ha dato vita a dicembre alla Tremezzina) il comune italiano con la più alta concentrazione di veri e propri nababbi.
Considerando soltanto i contribuenti che dichiarano cifre superiori ai 120mila euro annui, infatti, a Lenno il reddito pro capite toccava nel 2012 quota 2 milioni di euro.
Un dato davvero sorprendente, che emerge dall’analisi del reddito italiano elaborata

dall’ingegnere informatico Franco Morelli, il quale ha analizzato i dati delle denunce Irpef rilasciate dal ministero delle Finanze.
«Con i dati della fascia che supera i 120mila euro l’anno, ho individuato i luoghi dove vivono poche persone molto più ricche della media dei compaesani – ha scritto Morelli nel suo blog (aperto e consultabile all’indirizzo opendatabassaromagna.blogspot.it) – E al primo posto compare proprio Lenno. A seguire, Lajatico, in Toscana, dove vive Andrea Bocelli, Agordo (quartier generale di Luxottica) e Tavullia, il paese di Valentino Rossi».
Lo studio, oltre a catalogare i super-possidenti, analizza anche la distribuzione complessiva della ricchezza in tutta Italia.
Dai più poveri ai più abbienti, fino ad arrivare alla Paperopoli-Lenno, dove abitano appunto i novelli Paperon de’ Paperoni.
L’ingegnere Morelli, per rendere graficamente l’analisi, ha elaborato una mappa dell’Italia dove i diversi colori rappresentano le differenti fasce di reddito. Si passa così dal rosso – che indica i livelli inferiori e domina nel Meridione – al verde – colore dei soldi e dei redditi superiori alla media – che invece spicca nelle regioni del Nord, soprattutto in Lombardia, dove si trovano i tre comuni più ricchi d’Italia, in termini assoluti: Basiglio (in provincia di Milano), con più di 48mila euro l’anno, la comasca Campione d’Italia e Cusago, sempre in provincia di Milano.
La medaglia d’argento della ricchezza, dunque, va proprio alla pittoresca enclave, dove il reddito pro capite è di 40.666 euro. Continuando a sbirciare sulla mappa interattiva, gli altri 2 comuni comaschi nei quali il reddito pro capite supera i 30mila euro sono Carate Urio (32.030) e la già citata Lenno (33.977). Per contro, non mancano anche in provincia di Como i paesi all’insegna del rosso, colore che indica la fascia sotto i 12mila euro. Da Cavargna (con 6.766 euro) a Ponna (11.772), sono quasi tutti nelle valli a ridosso del confine con la Svizzera. E proprio la presenza di numerosi frontalieri, che non versano l’Irpef, potrebbe aver falsato il dato medio complessivo in queste realtà.
«Oltre alle disuguaglianze territoriali che si possono notare nella mappa, esistono anche disuguaglianze nella distribuzione del reddito all’interno dello stesso comune – aggiunge sempre l’ingegnere Franco Morelli – Esistono luoghi in cui la ricchezza totale di pochi è molto più alta della ricchezza totale di una moltitudine di persone. L’Italia nel panorama europeo è fanalino di coda per la disuguaglianza di reddito».
Infine va specificato come si parli di reddito dichiarato. I risultati delle elaborazioni «sono ovviamente viziati dall’evasione fiscale non contemplata né facilmente stimabile. Per il calcolo del reddito medio pro capite non ho diviso l’ammontare del reddito per il totale di abitanti del Comune ma per il totale dei dichiaranti», conclude Morelli.

Nella foto:
Dallo scorso mese di dicembre, dopo il referendum popolare accolto dalla maggioranza dei cittadini, Lenno è diventata parte di un comune più grande, la Tremezzina, che ha ricompreso anche Tremezzo, Mezzegra e Ossuccio (foto Mv)
3 Maggio 2014

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