Statistiche impietose, la pandemia falcidia il turismo sul Lario. Presenze in calo dell’85%

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Il settore del turismo è tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria, specie in un territorio come quello lariano che conta soprattutto sulle presenze di stranieri. La ripartenza è tuttora all’insegna dell’incertezza ma gli operatori lanciano un grido d’allarme a meno di un mese dall’inizio dell’estate. Gli ultimi dati sui flussi e le presenze turistiche in effetti, come segnalato ieri da Confcommercio Como, non sono affatto incoraggianti, anzi. C’è di che disperare. Il consuntivo del mercato turistico registra in questo primo scorcio di bella stagione un calo delle presenze in provincia di Como dell’85% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Sono meno del 30% le strutture che sono riuscite ad aprire totalmente durante lo scorso mese di giugno. I flussi dall’estero sono ancora paralizzati (meno 93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (meno 67,2%). Per gli stranieri, l’apertura delle frontiere interne all’area Schengen, peraltro intervenuta a metà giugno, ha fatto sentire i propri effetti solo in minima parte, mentre permane il blocco di alcuni mercati strategici per Lario tra cui Usa, Cina. Russia, Australia e Brasile.
E chi sperava nel turismo interno deve fare i conti con famiglie dal reddito fortemente compromesso a causa della quarantena, e con lavoratori che nella bella stagione sono tornati a lavorare a pieno ritmo e rimandano ad altri periodi le ferie.

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