Stato di emergenza e fondi statali, scontro politico sui 3 milioni di aiuti

Laglio: stato di emergenza per i paesi del lago di Como colpiti dall’alluvione

Butti: «Obolo». La maggioranza: «È solo la prima tranche»

Per qualcuno il bicchiere è mezzo vuoto, per altri mezzo pieno. È il classico mood della politica, con un vero e proprio tutti contro tutti deflagrato dopo il Consiglio dei ministri di giovedì sera, che ha “approvato la deliberazione dello stato di emergenza, per un periodo di 6 mesi, in conseguenza degli eventi meteorologici che si sono verificati dal 3 luglio all’8 agosto 2021 nelle province di Como, Sondrio e Varese”. Il vulnus della contesa è l’entità del finanziamento. Il decreto dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale, nessuno quindi ha ancora letto le carte, ma già giovedì sera sia il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sia la parlamentare comasca del Pd, Chiara Braga hanno parlato di 3 milioni di euro. Tre milioni per tre province. Poche gocce nell’oceano insomma, considerato che almeno 4 comuni della provincia di Como (Blevio, Cernobbio, Laglio e Brienno) hanno già speso ciascuno almeno un milione di euro per le prime opere di pulizia e messa in sicurezza.

Fratelli d’Italia, forza d’opposizione al governo Draghi, va all’attacco, il Movimento Cinquestelle attribuisce le colpe alla Lega (Giorgetti e Regione) che non è riuscita a chiedere abbastanza soldi, infine Pd e la stessa Lega predicano la calma e assicurano che questi tre milioni sono soltanto la prima tranche degli aiuti.

I fondi attuali, tuona il parlamentare comasco Alessio Butti su Facebook «non coprono nemmeno lontanamente i danni subiti da privati e dall’economia del territorio. Vogliamo considerare l’obolo – aggiunge – come la prima di una lunga serie di rate per le quali lotteremo, per la nostra gente e il territorio. È una questione di coerenza e giustizia». Attacca poi direttamente chi ieri si era espresso sulla stampa e sui social in modo positivo anche riguardo le tempistiche dello stato di emergenza.

Anche il deputato dei Cinquestelle, Giovanni Currò, pur appartenendo a una forza di governo, è piuttosto critico sulla vicenda e attacca la Regione. «Bene lo stato di emergenza, varato finalmente dal governo, che ha visto la Regione Lombardia registrare un ritardo nell’iter delle quantificazioni. Certamente, 3 milioni contrariamente a quanto affermato dal ministro della Lega Giorgetti non sono un “giusto sostegno”, purtroppo i danni sono decisamente più ingenti. Mi auguro che questa sia solo una prima tranche per ristorare i privati per poi procedere a stanziamenti per le giuste opere di messa in sicurezza del territorio. Regione Lombardia faccia la sua parte». Dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Erba è già arrivata infatti la richiesta al Pirellone di «anticipare le risorse necessarie a sostenere i comuni comaschi danneggiati e i residenti».
A stretto giro arriva la risposta di altri due parlamentari di governo pur se su schieramenti diversi: Chiara Braga, deputata Pd, e Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, esponente della Lega. «Abbiamo lavorato in silenzio con i ministri della Lega, Giorgetti in particolare, perché venisse portato e approvato nel Cdm di giovedì e ciò è avvenuto – dice Molteni – Il resto sono chiacchiere inutili di chi cerca la polemica per avere visibilità. A me interessa risolvere i problemi e dare risposte ai territori. I tre milioni sono ovviamente una prima tranche. Per ristorare i danni causati a comuni e territori arriveranno fondi ulteriori. Siamo al Governo per aiutare il Paese e difendere i nostri comuni ed evitare che Como e il nostro territorio sia marginale nelle dinamiche governative come è avvenuto nel Governo Conte 2 fatto da Pd e M5S».
«Davvero non riesco a capire l’atteggiamento di chi in questo momento alimenta polemiche, a mio modo di vedere, del tutto infondate – dice Chiara Braga – La dichiarazione dello stato di emergenza è arrivata al termine dei passaggi previsti e in tempi del tutto congrui: la Protezione civile ha concluso la relazione e il Consiglio dei ministri alla prima occasione ha deliberato. Certo, tre milioni non sono sufficienti, ma si tratta di una prima quota. Ci sono poi le altre misure, per il ristoro dei privati, con i fondi di emergenza previsti. Poi potranno arrivare altri stanziamenti. Credo che il nostro compito ora sia rappresentare i bisogni del territorio, senza alimentare polemiche» conclude.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.