Stazione appaltante unica, Forza Italia “affonda” la giunta Landriscina
Città, Cronaca

Stazione appaltante unica, Forza Italia “affonda” la giunta Landriscina

Una veduta di Palazzo Cernezzi
Una veduta di Palazzo Cernezzi

No alla stazione unica appaltante tra Comune e Provincia. A togliere ogni dubbio sulla proposta e a infiammare gli animi, ci ha pensato il dibattito e il voto andato in scena lunedì sera in consiglio comunale. In aula infatti i sei “no” di Forza Italia hanno rispedito al mittente, ovvero all’assessore Elena Negretti, la delibera in oggetto.
Toni accesi – quelli di Enrico Cenetiempo – commenti prima pacati e poi accorati – quelli del sindaco Mario Landrisicna – ma soprattutto tanti “dietro le quinte” hanno caratterizzato la votazione e i commenti a margine. È d’obbligo però, prima di raccontare la cronaca di una serata sulla quale già da tempo si addensavano nubi scure che hanno poi lasciato esplodere il temporale, ricordare quale era la materia del contendere. Si doveva deliberare sulla creazione (3 anni la durata) della stazione unica appaltante per Comune e Provincia per i contratti superiori a 5mila euro, cifra che sarebbe stata portata a 20mila euro da un emendamento. Ma sia la delibera, sia l’emendamento sono stati bocciati, con il dissenso dei sei consiglieri di Forza Italia presenti. «Certo è che il voler trasformare in qualcosa di politico un tema così tecnico come quello in oggetto non poteva significare altro se non la volontà di lanciare dei messaggi – spiega il capogruppo del M5S Fabio Aleotti (voto contrario) – Si dovevano analizzare solo i pro e i contro e decidere in tal senso. Non far prevalere altri aspetti. Io stesso all’inizio, visto anche l’emendamento, stavo valutando come votare. Si è però subito capito che non avrebbero prevalso i tecnicismi». Decisamente più accorato Enrico Cenetiempo (Forza Italia). «Approvare la delibera voleva dire degradare il Comune capoluogo – ha spiegato Cenetiempo – Inoltre come gruppo consiliare non sapevamo nulla e questo tema non era nel programma elettorale. E su ciò che non era in programma avremo anche la possibilità di ragionare ed esser contrari o no? Nessuno inoltre ci ha chiesto qualcosa sul nostro disagio. Insomma non siamo marionette che schiacciano bottoni». E così è arrivato il voto negativo – e decisivo – dei forzisti Luca Biondi, Elena Canova, Enrico Cenetiempo, Davide Gervasoni, Antonio Tufano e Anna Veronelli. Contrario anche il Pd. «La delibera non ci convinceva. Non capivamo perché un servizio di tal natura, in capo al Comune, dovesse cambiare – spiega Stefano Fanetti capogruppo Pd – Oltre al merito c’è poi un altro ragionamento che porta a constatare ancora una volta la presenza di una spaccatura evidente nella maggioranza. Malumore che è emerso in questo contesto ma che poteva scoppiare in altre occasioni. Inevitabile pensare, ad esempio, ai mal di pancia delle settimane scorse dopo alcune nomine nelle società partecipate, che hanno scatenato malumori».

3 Lug 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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