Stazione San Giovanni, la rabbia dei pendolari

“C’è chi dice no” – Treni in ritardo o soppressi e problemi quotidiani
Proteste per i rincari dei biglietti e per il servizio giudicato inadeguato
«Il treno Eurocity delle 11.17 per Venezia Santa Lucia viaggia con 15 minuti di ritardo». I rincari delle tariffe dei mezzi pubblici, annunciati per il 1° febbraio, martedì si sono presentati puntualmente. Non altrettanto si può dire dei treni.
L’avviso ascoltato casualmente ieri mattina alla stazione di Como San Giovanni delle Ferrovie dello Stato è purtroppo soltanto uno dei tanti annunci di ritardo con i quali si scontrano ogni giorno, o quasi, i pendolari e i viaggiatori occasionali

. Per la cronaca, ieri mattina, nella fascia tra le 10 e le 12, oltre all’Eurocity in ritardo, nello scalo ferroviario del capoluogo si sono registrati ben due convogli soppressi senza alcuna spiegazione.
La stangata sui costi dei mezzi pubblici – aumenti dal 10 al 17% su biglietti singoli e abbonamenti di bus urbani ed extraurbani, treni e funicolare – è scattata in tutta la regione martedì scorso. Ettore Maroni, portavoce dei pendolari comaschi, spiega così la situazione: «La gran parte dei viaggiatori ha “digerito” i rincari comprendendo il periodo di difficoltà economica. Permane, però – sottolinea il rappresentante dei pendolari – la forte insoddisfazione per la scarsa qualità del materiale ferroviario a disposizione e dei problemi organizzativi. Ritardi, qualità delle carrozze scarsa, riscaldamento guasto, porte e servizi igienici rotti, impianto di illuminazione che non funziona sono problemi quotidiani e non si intravede un’inversione di tendenza».
«Stanno tagliando tutto – prosegue Maroni – binari, stazioni, biglietterie. In compenso nascono come funghi pannelli pubblicitari, negozi e tutto quanto possa portare denaro a Rfi (la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture, ndr), a discapito della funzionalità. Sul fronte delle tariffe poi, è bene ricordare che i pendolari comaschi, per poter utilizzare tutti i treni che viaggiano tra Milano e Como, devono pagare un supplemento mensile di 35 euro che permette di salire anche sui diretti».
Un biglietto singolo da Como San Giovanni a Milano Centrale su un treno diretto, quindi con supplemento rapido, costa oggi 10,50 euro (solo andata).
«Non viaggio spesso in treno, ma onestamente mi sembra parecchio caro, non pensavo di spendere questa cifra – dice Cristina Crespi – Senza contare che il parcheggio della stazione costa un euro l’ora, senza alcuna agevolazione per chi lascia l’auto per un giorno intero».
«Onestamente 10,50 euro per andare a Milano mi sembrano troppi, sono meno di 50 chilometri – aggiunge Carlo Selle – Se sommo anche il parcheggio e il biglietto di ritorno, questo viaggio a Milano mi costerà circa 30 euro».
Rosanna Viganò aveva programmato di partire con il treno delle 10.17.
«Sono arrivata in stazione e ho scoperto che era stato soppresso, peraltro senza spiegazioni – dice – Il treno successivo è un’ora dopo e in questo modo perderò la coincidenza per Firenze. E non è la prima volta che capita».
Problema analogo per Arianna e Luisa Venier, turiste veneziane. «Abbiamo dovuto cambiare il biglietto per il treno soppresso – puntualizzano – Sarà un caso, ma ci è capitato anche due giorni fa, quando siamo partite per venire a Como. Siamo in viaggio per piacere quindi possiamo anche chiudere un occhio, ma per chi si sposta per lavoro i disagi sono gravi».
Doppio aumento per Melissa Fomasi. «Ho preso il bus per raggiungere la stazione e il biglietto singolo è aumentato di 10 centesimi, da 1,15 a 1,25 euro – racconta – Poi naturalmente c’è l’aumento del biglietto del treno per Milano, che peraltro è in ritardo. Mi sembra che ci sia poco da aggiungere».
«L’abbonamento mensile da Como a Monza mi è costato 40 euro – sottolinea Alessia Barone – Rispetto all’automobile è comunque un risparmio, quindi continuo a viaggiare in treno. Senza dubbio, però, i disagi sono tanti, dalle carrozze affollate al riscaldamento rotto. A volte capita che non funzioni neppure l’illuminazione».
«Vado a Milano un paio di volte alla settimana – dice Rita Annunziata – Da Como alla stazione di Greco Pirelli andata e ritorno il biglietto è passato da 7,20 a 8,10 euro. E non parliamo dei disservizi: ritardi, pulizia scarsa, riscaldamento altissimo oppure bloccato, qualche volta persino carrozze al buio. È una situazione inaccettabile».
Chiara Franzoi è vicentina ma studia a Como. «Prendo il treno ogni settimana ed è sempre in ritardo – afferma – A Milano ho 15 minuti per la coincidenza e rischio sempre di perderla. Mi sembra assurdo pagare 10,50 euro per un viaggio di mezz’ora e per di più senza mai arrivare puntuale a destinazione. Non va meglio neppure con gli autobus, le tariffe sono aumentate e non viaggiano mai in orario».
«La pulizia dei treni lascia a desiderare – conclude Marta Cimarelli, studentessa di Pesaro – I bagni sono spesso rotti e sporchi. Il prezzo del biglietto non è certo economico, ci si aspetterebbe un servizio all’altezza».
Anna Campaniello

Nella foto:
Un momento dell’incontro tra cronisti di “Corriere di Como” ed Etv e pendolari ieri mattina alla stazione San Giovanni (foto Mv)

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