Stazioni di periferia, luoghi da paura

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Da Cermenate ad Albate, viaggio tra il degrado degli scali minori della provincia

Per quanto luoghi avvolti dal fascino del viaggio, di partenze e arrivi, addii e abbracci, le stazioni ferroviarie sono spesso sporche, mal frequentate, dismesse e talvolta anche pericolose. 
Basta fare un giro per alcune fermate della linea Milano-Como-Chiasso per rendersi conto che realtà di altri Paesi del mondo tra panchine di legno e

cani randagi che frugano nella spazzatura non sono poi così lontane. 
La nostra visita alle stazioni abbandonate inizia a Cermenate, nella stazione nota anche come Cantù-Asnago: ci accoglie una palazzina fatiscente, con l’intonaco a pezzi. “Sarà causato dalla pioggia costante”, si pensa e invece varcata la soglia la situazione è ancora peggiore. La macchinetta per obliterare i biglietti è stata staccata dal muro, appoggiata allo schienale di una sedia con i cavi elettrici a vista. Graffiti e scritte ricoprono quasi tutte le pareti e la muffa è ormai padrona dei soffitti. Insomma, la sala d’attesa fa venire voglia di aspettare fuori, anche sotto la pioggia, ma nemmeno l’esterno aiuta: i bagni non sono accessibili, nessun cartello indica di rivolgersi al personale in caso di bisogno. 

Convinti di avere visto già abbastanza, proseguiamo verso Cucciago ed è proprio vero, non c’è limite al peggio. A cominciare dalla strada che porta alla stazione, degna di un percorso di enduro fino all’ingresso, territorio di nessuno. 
L’impressione è di essere stati catapultati in un universo parallelo dove regna l’anarchia: mancano porte, finestre, ci sono vestiti per terra, escrementi sulle scale, obliteratrici fatte a pezzi e un sottopassaggio che nemmeno J.K. Rowling farebbe attraversare a Harry Potter. Quello che c’è a ridosso dei binari è ancora più ripugnante: vomito, vetro, spazzatura di ogni genere, vecchi cartelli ferroviari, capsule per il caffè. 
Sui servizi igienici il cartello “Al fine di garantire decoro e pulizia dei wc di stazione, le chiavi sono in consegna al Dirigente Movimento”: così forse si riescono a preservare almeno i bagni. 
Arriva un treno e i passeggeri che hanno la sfortuna di scendere a questa fermata accelerano verso l’uscita. Chissà com’è la situazione quando cala il buio? 
Riprendiamo il nostro tour alla volta di Carimate e poi Albate-Camerlata: sono queste le stazioni “meno peggio” e con questo non si intende che siano esenti da un evidente stato di degrado. Anche qui ci sono sporcizia, graffiti sui muri, obliteratrici che non funzionano, schermi informativi spenti, spazzatura, bagni inaccessibili. Manca il rispetto per i passeggeri, per i pendolari, per quelle persone che tutti i giorni sono costrette ad aspettare in mezzo allo sfacelo. Andiamo via da Albate dicendo: «Dai, tutto sommato questa non è messa male», ma basta pensare ad altri Paesi europei, come la Danimarca, l’Inghilterra, la Norvegia, per capire che qui abbiamo davvero uno strano metro di giudizio.

Enrica Corselli

 

 

FOTO MATTIA VACCA © [oi_gallery path=”cronaca/2014_02_14_stazioni”]

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