Sterilizziamo le tifoserie

Il commento
Sono solo poche decine di persone quelle che hanno rovinato la festa, martedì sera, fuori dallo stadio Giuseppe Sinigaglia.
Lo scatenarsi incomprensibile della violenza in occasione di una partita di calcio, per giunta amichevole, trova il suo terreno di coltura in due fattori che s’innescano vicendevolmente.
C’è, innanzitutto, l’imbecillità certa di persone che usano il calcio come occasione per scatenare la violenza.
E c’è, purtroppo, la pena incerta in cui esse incorrono, qualora vengano individuate dalle forze dell’ordine
 e non finiscano immediatamente libere a causa della selva di codicilli e attenuanti in cui si dibatte la nostra giustizia.
In questo gioco tra imbecillità certa e pena incerta a pagarne il fio sono sempre i poliziotti, oggetto delle sassaiole, e la gente – bambini compresi – che allo stadio ci va per vedere una partita di calcio ed è costretta a fuggire via con la paura nelle gambe.
L’aggravante di questo fenomeno purtroppo nazionale, per la città di Como sta nell’ubicazione dello stadio, in una zona centrale e densamente abitata, vicina ai giardini pubblici e ai monumenti.
Come a dire che cittadini e turisti sono a rischio. Lo spostamento dello stadio in periferia – già ventilato in passato – non può essere certo un progetto attuabile immediatamente, in un tempo di profonda crisi economica, quando i problemi più urgenti sono sicuramente altri. Ma bisogna comunque dare voce anche a questo disagio che riguarda tanti cittadini, costretti loro malgrado a chiusure della zona dello stadio che cominciano parecchie ore prima delle partite. I cittadini che vivono attorno al Sinigaglia e nella zona che unisce lo stadio alla stazione San Giovanni sono costretti a starsene reclusi in casa e a proteggere anche le proprie macchine dai sassi dei teppisti. Non sembra esserci soluzione né all’imbecillità certa né alla pena incerta. I governi inaspriscono le pene, ma ciò non le rende certe, e gli imbecilli continuano a proliferare…
Senza contare che non è nemmeno giusto che per una partita di calcio – pensiamo quante ve ne sono sul territorio nazionale in una domenica di campionato – vengano impiegati contingenti di forze dell’ordine che potrebbero occuparsi di cose ben più importanti.
In attesa di tempi migliori che permettano al calcio professionistico di uscire dalla città, l’unica strada percorribile è quella della fermezza giuridica nei confronti dei facinorosi.
Urge una sterilizzazione delle tifoserie dal teppismo degli ultras, vincendo la tentazione di considerare benevolmente come folkloristica la porzione degli esagitati.

AGOSTINO CLERICI

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.