Stesso ricovero, costi raddoppiati. Protesta sull’uso dei soldi pubblici

altSanità sul Lario
Ma il primario del Sant’Anna replica: «Procedure corrette»

Ricovero di 13 giorni al Sant’Anna, in geriatria. Nessuna diagnosi né terapia particolare. Costo sostenuto dal sistema sanitario: 5.020,02 euro. Secondo ricovero pochi giorni dopo. Altri 13 giorni al Valduce, in medicina generale. Diagnosi di un problema alla tiroide e relativo trattamento risolutivo. Costo sostenuto dal sistema sanitario: 2.500 euro.
«Qualcuno mi dica come è possibile. Chi controlla come vengono spesi i soldi pubblici? A me questa situazione fa molta rabbia». La rabbia

è quella di Miranda Ferrario, 74 anni, comasca, sposata con Uberto Morandi. Il pensionato, nel 2010 ha avuto una grave emorragia cerebrale. «Il 3 maggio scorso ha avuto un episodio di febbre alta – ricorda la moglie – Visti i precedenti ho chiamato il 118 ed è stato ricoverato al Sant’Anna». La degenza dura 13 giorni, dal 3 al 15 maggio. «Era in geriatria e non gli hanno fatto nulla – dice la moglie – È stato visto da 9 medici diversi. Uno al giorno. Ogni volta si ricominciava da capo».
Pochi giorni dopo, un nuovo attacco di febbre.
«Questa volta ho preteso che lo portassero al Valduce – dice ancora la moglie – È rimasto in ospedale altri 13 giorni, dove è stato scoperto e curato un problema alla tiroide. Da allora sta bene». Già questo aveva creato qualche perplessità a Miranda. Ma ciò che davvero l’ha fatta arrabbiare è stato, analizzando le cartelle consegnate al marito alle dimissioni, vedere quanto fosse “costato” alla sanità Uberto Morandi. Dal 2012 infatti, in Lombardia, ogni cittadino che si reca in ospedale riceve, al momento delle dimissioni, una lettera con l’indicazione del «valore che rappresenta il rimborso corrisposto mediamente agli ospedali lombardi per il costo sostenuto per tipologie di attività e di prestazioni simili a quelle che ha usufruito durante il ricovero». Il conto del Sant’Anna è di 5mila euro, al Valduce si ferma a metà.
«Non è possibile che accadano queste cose – dice la moglie – La Regione dovrebbe controllare come vengono spesi i soldi, che sono di tutti. Al Sant’Anna non hanno risolto alcun problema e, a fronte di un periodo di degenza identico a quello del Valduce, mi hanno indicato una spesa doppia. Con quei soldi si potevano curare altre 2 persone. Spero che qualcuno abbia una spiegazione, perché non si ripetano più situazioni di questo tipo».
Il primario di geriatria del Sant’Anna, Domenico Pellegrino, ricorda bene il paziente e respinge ogni accusa. «Abbiamo prestato al paziente la massima attenzione, come a tutti – dice il medico – Al momento del ricovero aveva numerose patologie, in particolare una sepsi importante. Era entrato in ospedale per uno stato febbrile settico. Lo abbiamo curato, sfebbrato, riabilitato e rimesso in piedi. Io ero presente personalmente e sono sempre stato disponibile. Per quanto riguarda l’aspetto economico – aggiunge Pellegrino – è difficile entrare nei dettagli. In generale, comunque, a ogni patologia corrisponde un preciso rimborso per l’ospedale e la sepsi ha un corrispettivo elevato perché impegna molto sia per l’assistenza che per i farmaci. Inoltre, in caso di un secondo ricovero in poco tempo per lo stesso problema il rimborso diminuisce».

Anna Campaniello

Nella foto:
Sulla vicenda dei costi il primario di geriatria del Sant’Anna ribatte alle critiche difendendo l’operato del proprio reparto

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