Cultura e spettacoli

Steve Wynn, un pezzo di rock a Cantù

Ricordate quando Ron nel 1980 cantava Una città per cantare, versione italiana del brano The Road scritta del cantautore statunitense Danny O’ Keefe e resa famosa nel 1977 da Jackson Browne? Fu un anno d’oro per Rosalino Cellamare da Dorno, Pavia. Dalla e De Gregori, che già lo avevano voluto per il tour del 1979 “Banana Republic”, gli regalarono qualche canzone, parteciparono all’album che conteneva l’omonimo brano citato e di seguito uscì il celebre Q-Disc con Ivan Graziani e Goran Quzminac. Nel 1990 scriverà per Lucio Dalla Attenti al lupo e nel 1996 vincerà Sanremo, dove tornerà in almeno altre due edizioni, con Vorrei incontrarti fra cent’anni.
Dopo una serie di album più o meno fortunati, Ron è ora tornato al primo amore, le cover tradotte in italiano, grazie alla scoperta di Damien Rice. Nasce così Way Out, il nuovo disco che il musicista presenta giovedì 31 gennaio, alle 21, al Blue Note di Milano. Arriva infatti dalla penna del songwriter irlandese “Palla di Cannone”, il brano che apre un disco che omaggia i migliori talenti della canzone d’autore anglosassone: detto di Rice, troviamo poi John Mayer, David Gray, Badly Drawn Boy, Michael Kiwanuka, Amos Lee, Jamie Cullum.
«Questo disco – ha dichiarato Ron – mi rappresenta e mi assomiglia, dentro ci sono tante cose da scoprire e voglio portarlo in giro, perché suonare dal vivo è una delle cose che mi piacciono di più. È quella la mia vera ricchezza».
Ancora il 31 gennaio, al Teatro Sociale di Bellinzona, è il turno di Gianmaria Testa, artista che da tempo scrive canzoni con l’autorità di Paolo Conte e la classe di Ivano Fossati. Un’affermazione che nulla toglie alla personalità del cantautore piemontese, anzi.
La capacità di inserirsi tra le pieghe più nobili della canzone d’autore italiana è un merito che Testa ha acquisito caparbiamente, disco dopo disco. A cinque anni dalla Targa Tenco, conquistata con Da questa parte del Mare, due anni orsono Testa si è confermato musicista raffinato, intelligente, colto.
Vitamia, album da cui emerge ancora cristallina la bellezza profonda della sua voce, ha regalato nel 2011 un altro pugno di splendidi brani: intensi e toccanti come 18mila giorni, sospesi e infiniti come Dimestichezze d’amore, affascinanti ed eterni come Nuovo. Se Fossati davvero ha lasciato, è certo che parte della sua eredità, almeno quella più acustica ed emozionante, la ritroveremo nei dischi di Gianmaria.
Per chi non ha dimenticato gli Starsailor, paladini del new acoustic movement, che agli inizi del terzo millennio deliziò molte orecchie, loro contribuirono con Love is Here, ecco una splendida occasione per incontrare il loro cantante.
Al Twiggy Caffè di Varese, lunedì 4 febbraio, alle 21, James Walsh, che ha conservato intatta la bellezza della sua voce, presenta il suo debutto solista Live at the Top of the World.
Se per l’ex Dream Syndacate Steve Wynn, il capolavoro solista resta Here Comes The Miracle del 2001, il Live Club All’1&35circa di Cantù, che lo ospita mercoledì 6 febbraio, alle 21, assieme all’ex tastierista dei Green On Red Chris Cacavas, ai miracoli è abbonato da oltre 20 anni. Perché vedere insieme, su quel piccolo e splendido palco, altri due artisti di questo calibro è un evento davvero eccezionale. Due icone di spessore assoluto, che hanno influenzato intere generazioni di musicisti, capaci di entusiasmare dal vivo raccontando con le loro canzoni un pezzo significativo della storia del rock americano.

31 Gennaio 2013

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