Stipendi, l’abisso tra Italia e Ticino. Ecco come commentare

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Una differenza di retribuzione abissale. Da questo dato di fatto è partito il confronto del “Corriere di Como” tra gli stipendi italiani e quelli ticinesi. Un argomento scottante, che suscita commenti e anche polemiche di ogni tipo.
Per questo, anche nei prossimi giorni, sarà possibile per tutti commentare tramite e-mail (lettere@corrierecomo.it) oppure sfruttando facebook (www.facebook.com/corrieredicomo) e twitter (www.twitter.com/corrieredicomo) i numeri impietosi di cui si è dato conto
nell’edizione in edicola martedì. Quelli del settore edile, per esempio, dove in Ticino un manovale semplice – alla prima assunzione – guadagna 4.300 franchi lordi al mese per 13 mensilità, ovvero 3.580 euro. E dove un capomastro può arrivare invece anche a 5.500 franchi lordi, pari a 4.580 euro, mentre in Italia un operaio specializzato – nel settore edile – non supera i 1.600 euro netti.
Ma sono tantissime le categorie dove il raffronto di retribuzione diventa quasi umiliante. Ancora qualche esempio ticinese: gli elettricisti neoassunti guadagnano 4.074 franchi lordi per 13 mensilità, gli idraulici 4mila franchi per 13 mensilità e i piastrellisti 4.390 franchi lordi per 13 mensilità. Altra categoria professionale, altro dislivello abissale. Un ricercatore di un istituto non statale ha uno stipendio base in Ticino di 6.538 franchi lordi, sempre per 13 mensilità. In Italia, questo salario si comprime fino a 1.500 euro al mese. L’insegnante di scuola superiore, in Ticino, ha uno stipendio di base che varia tra i 6.664 e i 7.298 franchi al mese. In Italia è attorno ai 1.400, 1.500 euro. Il bidello neoassunto negli istituti del Cantone può trovare in busta paga da 3.326 a 3.728 franchi al mese lordi, in Italia non più di 1.100 euro. Insomma, chiunque volesse esprimere una riflessione su questi dati impietosi o volesse raccontare la propria storia ora ha tutti gli strumenti per farlo. Il “Corriere” darà voce ai casi più interessanti.

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