Stipendio ridotto al frontaliere: «Ho detto no e mi hanno licenziato»

Frontalieri alla dogana di Ponte Chiasso Frontalieri alla dogana di Ponte Chiasso

«Sono entrato per ultimo in direzione ma, mentre i colleghi uscivano uno dopo l’altro dopo aver accettato la riduzione salariale, io ho rifiutato. Per dignità e giustizia. E, subito dopo, mi hanno licenziato». A parlare è Lanfranco Sburlino, 51enne di Erba, appena rientrato a casa dalla ditta di Pambio Noranco, dove dovrà lavorare ancora tre mesi prima della conclusione del rapporto di lavoro.
Dipendente della Deltacarb dal 1999, ha deciso, senza la minima esitazione, di opporsi alla riduzione di stipendio retroattiva decisa dall’azienda e motivata con la rivoluzione monetaria elvetica che ha parificato franco a euro.
«Venerdì 23 gennaio, sette giorni dopo l’abolizione della soglia minima, l’azienda ha convocato un’assemblea per comunicare la decisione di decurtare lo stipendio del 15%, in maniera unilaterale, a 20 lavoratori, facendola partire dal primo gennaio, ben prima della decisione della Banca centrale svizzera», dice Sburlino che, dopo aver riflettuto per l’intero week end, si è presentato il lunedì mattina in direzione con l’animo sereno e risoluto. «Non ho vacillato neanche per un attimo vedendo sfilare gli altri lavoratori chiamati prima di me. Ero tranquillo. Sono entrato e ho spiegato che la decisione era scorretta, anche da un punto di vista legale. Volevano arbitrariamente darmi 600 franchi in meno di salario».
Immediata la reazione dell’azienda: la lettera di licenziamento è arrivata il 2 febbraio. «Una violazione palese dei miei diritti», commenta. Sa bene Lanfranco di ritrovarsi ora, a 51 anni, in una situazione difficile. Ma ha le idee chiare. «Prima di tutto c’è la dignità. Adesso cercherò un altro lavoro. Mi guarderò intorno, sia in Svizzera, dove non tutte le aziende si comportano così, e ovviamente in Italia. Non mi demoralizzo. Intanto ho già coinvolto i sindacati (ieri pomeriggio c’è stata una manifestazione fuori dai cancelli dell’azienda) e ho dato mandato a un avvocato per fare causa all’azienda».
Rimangono però ancora da svolgere i restanti mesi di lavoro alla Deltacarb. «Certo, li farò. È però strano vedere come in ditta si comportino come se nulla fosse accaduto. È irreale. Ma non ho problemi con nessuno, neanche con i colleghi che hanno deciso di accettare la riduzione di salario».
E in famiglia come hanno accolto la sua decisione? «Moglie e figli hanno capito, sono con me», dice Lanfranco.

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