Stop a convegni e congressi, Villa Erba è contraria al decreto

Villa Erba Cernobbio

Ordinanza regionale e nuovo Dpcm sono un’autentica doccia gelata per una settore in grande espansione negli ultimi anni anche sul Lago di Como. Stop a sagre e fiere locali, ma soprattutto a meeting, convegni e congressi, fino al 13 novembre. Sul settore dei matrimoni e delle cerimonie era già arrivata la stangata alcune settimane fa, con il limite a 30 invitati. Oggi per Villa Erba il comparto Corporate (meeting, eventi e congressi) e il wedding garantiscono circa il 70% del fatturato.
Si sono salvate le fiere del polo fieristico è vero, tutte di portata nazionale e internazionale, come le prossime ComoCrea e Maredimoda, ma questo non placa la forte opposizione alla decisione presa dal governo da parte del board della spa di Cernobbio.
«Parliamo di un unico fattore parzialmente positivo – spiega il general manager di Villa Erba, Piero Bonasegale – Il divieto a congressi, convegni e meeting è semplicemente incomprensibile. La nostra categoria si sta muovendo in ogni modo per eliminare questa assurdità. Già si erano colpiti i festeggiamenti privati e le cene di gala. Così, senza considerare gli spazi a disposizione della singola struttura per il distanziamento».
In tema di spazi Villa Erba ha pochi eguali sul territorio.
«Era già stato fissato un protocollo molto rigido – spiega il direttore – Così, da settembre, l’attività congressuale è ripartita. Ora è arrivato un nuovo stop fino al 13 novembre. Oggi abbiamo già avuto un annullamento per un evento di fine anno. Ci sono altre strutture nazionali che avevano meeting proprio in queste ore. Stamattina non sapevano come comportarsi, è in atto una vera e propria sommossa».
L’unica attività ancora consentita riguarda i meeting a distanza o da remoto, via web. «In presenza più nulla neppure con il distanziamento – dice ancora Bonasegale – Abbiamo appena ospitato un grande evento applicando alla lettera tutte le prescrizioni. I nostri spazi sono straordinari per ampiezza, bellezza e sicurezza. Poi arriva il decreto, che invece di premiare un settore che ha a cuore la salute di clienti e ospiti lo si penalizza così». Sono salve soltanto le fiere del polo espositivo.

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