Stop ai furbetti del computerino. Da oggi valgono soltanto i tagliandi

Il sondaggio tra i lettori – Rimossi dalla classifica tutti i voti elettronici “ripetuti”
Il gioco è diventato uno psicodramma e qualcuno ha barato
Correttezza contro malizia. Voglia di divertirsi (e di far divertire) frenata, quasi calpestata da un calcolo politico di cortissimo respiro. Ironia contro totale mancanza di buongusto.
Il gioco lanciato nei giorni scorsi dal Corriere di Como sul consigliere comunale che non si sarebbe voluto rivedere a Palazzo Cernezzi ha scatenato i furbetti del computerino.
È diventato un caso, costringendoci a una modifica in corsa.
Beninteso, non si cercano scuse né giustificazioni tardive

. Si prende atto di ciò che accade. Non senza rammarico, ovviamente.
Andiamo con ordine, anche per far comprendere ai lettori di cosa si sta parlando.
Venerdì 28 ottobre il nostro giornale ha lanciato un sondaggio. Un gioco, dichiaratamente: votate il consigliere comunale, tra i 40 attualmente in carica, che non vorreste più vedere nel prossimo mandato tra i banchi al primo piano del municipio cittadino.
Apriti cielo. Dopo un paio di giorni relativamente tranquilli, con i primi tagliandi recapitati in sede dai lettori del giornale e i voti on line a muovere di continuo la classifica provvisoria, la voglia di barare ha preso il sopravvento.
In fondo, c’era da aspettarselo. Il sondaggio era stato pensato proprio in considerazione dell’esempio poco edificante mostrato di continuo dai rappresentanti del popolo durante le assemblee serali.
In consiglio volano gli stracci ormai troppo di frequente, ragione per cui era sembrato naturale far decollare qualche insufficienza, giusto per riequilibrare il tutto. Un gioco, va ribadito. Diventato però in fretta uno psicodramma. L’occasione per impallinare il collega o salvare le proprie terga.
La riprova che nemmeno di fronte a una sfida dal sapore ludico («politicamente splapita», l’avrebbe definita Camilleri) si riesce a mantenere un comportamento accettabile. Corretto o signorile.
Risultato: gli hacker de noantri, i marpioni dell’i.Pad, si sono messi di buona lena a smanettare. Sommergendo di voti il rivale o il compagno di banco. Qualcosa di sfacciato che è stato facile smascherare. In questa pagina pubblichiamo i risultati autentici del sondaggio, depurati cioè dei voti ripetuti da uno stesso computer o da un identico indirizzo elettronico. La magia dell’informatica permette di aggirare le regole (quando si ha voglia di infrangerle, ovvio) ma può essere facilmente utilizzata per smascherare gli imbroglioni.
C’è stato chi ha affidato ad amici il compito di piazzare il baco virtuale sullo scranno del concorrente. Fatica inutile. Con annessa piccola lezioncina morale: anche messi di fronte a un divertissement, i consiglieri comunali di Como – non tutti, a dire il vero – si sono dimostrati totalmente inaffidabili. Se non politicamente, almeno sul terreno dello stile. Cosa di cui erano in realtà in pochi a dubitare.
Una sconfitta. Soprattutto per chi ha messo in atto, in maniera infantile, il piano teso a far naufragare il referendum tra i lettori. Il gioco, infatti, prosegue. Con il vecchio metodo, vale a dire facendo affidamento sulla carta. Da oggi e fino al prossimo 12 novembre, d-day nel quale si apriranno le urne, si potrà votare soltanto con i tagliandi pubblicati sulle pagine del Corriere.
Chi vorrà barare potrà fare incetta di copie, ma dovrà stare attento a cambiare penna e grafia. E non avrà comunque la possibilità di alterare la classifica in modo così vistoso come accaduto utilizzando Internet.
«Fuori dal Comune», il titolo scelto per questa rilevazione del gradimento dei consiglieri comunali di Palazzo Cernezzi, era un gioco di parole. Si è rivelato una profezia. Sarebbe stato infatti fuori dal comune che, per una volta, (e sia detto con il dovuto riguardo per l’istituzione che malamente rappresenta) il circo Barnum dell’assemblea cittadina si fosse astenuto dal far degenerare ogni propria azione. Non sono stati capaci nemmeno di mettersi in gioco. Il risultato è inevitabile: un tagliando li seppellirà.

Dario Campione

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