Stop al fumo nelle scuole, plauso dei presidi

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Sanità in riva al Lario
I dirigenti promuovono il provvedimento del ministro che vieta le sigarette, anche elettroniche, nei cortili

Presidi comaschi pronti a schierarsi a fianco del ministro della Salute Beatrice Lorenzin nella guerra senza quartiere contro il fumo nelle scuole. Un nuovo disegno di legge approvato dal governo bandisce senza appello le “bionde” dagli istituti scolastici. Un divieto assoluto che riguarderà tanto i ragazzi quanto i docenti e tutti gli altri operatori e che sembra raccogliere ampi consensi tra i dirigenti scolastici del territorio lariano.
Il disegno di legge, varato venerdì scorso dal governo

su proposta del ministro Lorenzin, prevede il divieto di fumo nelle scuole non solo all’interno degli edifici, come già avveniva fino a oggi, ma anche nei cortili e negli spazi aperti. La messa al bando riguarda, oltre al tabacco tradizionale, anche le sigarette elettroniche.
Il ministro della Salute è stata invece stoppata dai colleghi sul no alle “bionde” in auto in caso di presenza di minorenni o donne incinte, una restrizione che è stata eliminata dal testo del disegno di legge.
Il giro di vite contro il fumo a scuola, come detto, è ampiamente condiviso dai presidi comaschi.
«Penso che quella del ministro della Salute sia un’ottima decisione – commenta Pasquale Clemente, dirigente scolastico dell’istituto Leonardo Da Vinci – Ripamonti di Como, che ha abbandonato il vizio del fumo nel 1979 – Fino a oggi, in cortile non fumavano solamente i ragazzi, ma anche docenti e personale scolastico. Per quanto mi riguarda, ben venga questa norma».
Se c’è chi, su scala nazionale, ha indicato come «troppo restrittiva» la norma che estende il divieto di fumo anche agli adulti, per Pasquale Clemente invece la scelta è positiva e condivisibile.
«Anche quando venne introdotto l’obbligo della cintura di sicurezza si aprì un dibattito – ricorda il preside – Alla fine, però, parliamo di salute e non dobbiamo vivere certe disposizioni come restrizioni. Il fumo, com’è noto, provoca malattie gravi che hanno anche un costo sociale. Bisogna essere quasi più severi con i docenti che con i ragazzi, perché gli adulti, professori in primis, rappresentano un modello di educazione».
Della stessa idea è Domenico Foderaro, dirigente dell’istituto Pessina di Como. «Sono pienamente d’accordo con il divieto di fumo a scuola – dice – All’inizio dello scorso anno scolastico avevo già cercato di eliminare il fumo dal cortile, incontrando però resistenze, anche da parte di alcuni docenti. Ora, grazie a questo disegno di legge, posso contare su una normativa chiara. A scuola non si fuma, e i professori siano i primi a dare l’esempio».
Condivide la linea dura ma invita a evitare gli eccessi Adria Bartolich, segretario della Cisl Scuola dei Laghi. «Tutte le motivazioni alla base del decreto sono vere e condivisibili – afferma la sindacalista – La salute è importante e i docenti devono essere modelli di educazione. Personalmente non sarei così fiscale se un professore fumasse una sigaretta in cortile, ma va bene così. L’importante è che non diventi una crociata: tutelare la salute sì, evitando però i fanatismi».
A Como c’è chi aveva già anticipato i divieti contenuti nel disegno di legge. Nel 2010, l’allora preside del liceo Volta, Luciana Telluri, appena nominata aveva dichiarato guerra al fumo, bandendo le sigarette anche dal cortile della scuola. Una decisione che aveva scatenato forti proteste, con gli studenti sul piede di guerra contro una decisione che, a loro dire, vietava la loro libertà personale. Antitabagista convinta, la dirigente scolastica non aveva fatto alcun passo indietro. Oggi, al suo fianco, ha anche il ministro della Salute. E un disegno di legge che mette la parola fine all’eterna contesa tra fumatori e salutisti.

Anna Campaniello

Nella foto:
Un gruppo di giovani sotto il portico del liceo classico “Volta”. Gli studenti potranno fumare solo all’esterno delle scuole (Mv)

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