Stop alla bonifica in Ticosa: la Santarella torna “pubblica” per abbattere i costi dell’area

La Santarella

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Stop alla bonifica in Ticosa. E futuro “pubblico” per la Santarella, lo storico edificio che domina ormai solo e incontrastato il desolante panorama della spianata di terra e sassi in via Grandi.
L’affaire Ticosa conosce un nuovo, forse decisivo passaggio. La prossima settimana, stando ad alcune indiscrezioni, in Comune a Como dovrebbero sedersi nuovamente attorno allo stesso tavolo gli amministratori del capoluogo e i tecnici di Multi, la società che si è aggiudicata ormai molti (troppi) anni fa la gara per la riqualificazione di tutto il comparto a ridosso del Cimitero.
La riunione ha come obiettivo la soluzione della controversa – e sin qui, molto dispendiosa – questione relativa alla bonifica dell’area su cui un tempo sorgeva la tintostamperia più grande della città. Com’è noto, il Comune ha “ripulito” il sottosuolo di una gran parte della zona, spendendo – sembra – oltre 5,5 milioni di euro.
La bonifica è stata bloccata per mancanza di fondi proprio ai piedi della Santarella, in un settore che potrebbe non essere interessato dal progetto di costruzione del nuovo quartiere.
La riunione tra i tecnici di Palazzo Cernezzi e i tecnici della Multi servirà a questo: a trovare un accordo per stralciare la zona dai programmi edilizi. Tutto ciò con un duplice obiettivo: chiudere in modo definitivo la partita della bonifica. E risolvere – almeno in parte – la questione del costo delle aree. Il bando che la multinazionale olandese (oggi di proprietà di un fondo britannico) si era aggiudicato oltre 7 anni fa prevedeva la cessione del comparto di via Grandi per 14 milioni di euro e la realizzazione di numerose opere pubbliche, tra cui l’interramento della viabilità principale.
A distanza di anni, e con progetti modificati più volte, l’area è ormai valutata molto meno e nessuno immagina più di poter ottenere a scomputo degli oneri il sottopasso della circonvallazione. Ecco perché la Multi e il Comune pensano seriamente di usare la Santarella come “merce” di scambio. L’edificio, una volta tornato nella disponibilità pubblica, potrebbe permettere la riduzione del prezzo di vendita dell’area.
Peraltro, sulla Santarella in giunta si sono confrontate spesso ipotesi diverse. Bruno Magatti, assessore all’Ambiente, vorrebbe realizzarci una centrale geotermica. Il collega Lorenzo Spallino, titolare dell’Urbanistica, vorrebbe invece trasformarla in centro universitario.
Da. C.

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