Strade e ferrovie, i desideri sotto l’albero

Code sulla Regina ad altezza di Ossuccio

Se sotto l’albero di Natale fosse possibile trovare impacchettate anche strade e ferrovie nuove di zecca – in realtà andrebbero bene anche riciclate purché rimesse a nuovo – l’elenco dei desideri dei comaschi non sarebbe nemmeno lungo, ma certamente di peso.
A cominciare da quella variante della Tremezzina, attesa da anni immemorabili e ormai a un passo dalla concretizzazione, dopo che la Soprintendenza all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio ha dato il via libera alla nuova versione del tracciato destinato a collegare Colonno con Griante, saltando l’attuale statale Regina, sempre ingombra di traffico.
Nel prossimo anno dovrebbe venir redatta la progettazione esecutiva della variante lunga circa 9 chilometri e mezzo, con diversi tratti in galleria e con un costo previsto di 330 milioni di euro. E si dovrebbe anche procedere alla gara di appalto. Almeno stando agli annunci.
E che dire del secondo lotto della tangenziale di Como? In fatto di annunci, anche questo tratto di strada, finora esistente soltanto sulla carta, ha fatto il pieno. Di carbone, verrebbe da dire, visto che di concreto nulla ancora si è visto. Per ora il capoluogo deve accontentarsi del primo tratto, dallo svincolo autostradale di Grandate ad Albate, un paio di chilometri a pagamento. La Regione aveva promesso che dal 1° gennaio la strada sarebbe diventata gratis, poi il presidente Roberto Maroni ha rinviato la gratuità a metà 2018, assicurando anche il completamento del secondo lotto, che dovrebbe proseguire fino ad Albese con Cassano. Costo previsto? Ottocento milioni di euro per una manciata di chilometri.
La tangenziale cittadina, come quella di Varese, appartiene al più ampio progetto dell’autostrada Pedemontana. Un piano ambizioso, fermo per mancanza di soldi, che ha rischiato lo stop definitivo per la richiesta, avanzata dalla Procura di Milano, di fallimento della società Autostrada Pedemontana Lombarda. Una istanza respinta nei giorni scorsi dai giudici del Tribunale di Milano. Forti di questa vittoria, i vertici di Pedemontana hanno dichiarato che «ora tutta l’attenzione sarà rivolta al completamento dell’opera».
E sarebbe un bel regalo – ma chissà per il Natale di quale anno – il completamento della nuova autostrada, che da Cassano Magnago (Varese) dovrebbe arrivare a Osio Sotto (Bergamo), ma per ora si ferma a Lentate sul Seveso, al confine con Cermenate, passando per Mozzate e Lomazzo. Il primo pezzo di autostrada, ovviamente a pagamento, ha accorciato i tempi per decollare da Malpensa; il secondo tratto, quello verso Bergamo, faciliterebbe i percorsi per l’aeroporto di Orio al Serio.
Non solo asfalto vorrebbero però i comaschi sotto l’albero. Dopo quella del Gottardo, in funzione dal dicembre 2016, nel 2020 sarà operativa anche la seconda galleria di Alptransit (Monte Ceneri). E aumenterà il traffico passeggeri e merci sulla linea ferroviaria Chiasso-Como-Milano. Un’occasione d’oro per togliere i camion dalle strade comasche.
Per la Chiasso-Como-Milano si era sognato il quadruplicamento dei binari da Cantù a Milano. Un sogno, appunto, ridimensionato in un più modesto adeguamento delle infrastrutture (linee elettriche e gallerie) per far passare i treni carichi di Tir, con tanto di motrice. Meglio di nulla, ma speriamo che questa riqualificazione permetta di sfruttare appieno le potenzialità di Alptransit.
Infine, anche desideri più piccoli troverebbero spazio sotto l’albero. Per esempio una tangenziale per Cantù, per collegare Cucciago con Mariano evitando il centro abitato. Anche qui, tanti progetti, molti anni di chiacchiere, nulla di concreto.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.