Strade ridotte a una corsia: non servono le archistar

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

È perfettamente inutile inventare nuovi modelli di viabilità urbana, non serve assumere il miglior assessore
del mondo, ridisegnare le città, immaginare fantomatici gironi in senso orario, anzi no, anti-orario, meglio,
alternati a giorni alterni, persino a targhe alterne. Non serve a un bel niente. Rendiamoci conto, le città, e
Como non fa eccezione, hanno il più delle strade ridotte ad una corsia. Questa è la verità. Quindi
piantiamola con piani viabilistici, progetti di archistar o altro. Se non sgombriamo le strade e ridiamo al
traffico le corsie previste non ne verremo mai ad una.
Esempi? A Como quanti ne volete. Via Mentana, tra via Giulini e via XX Settembre, è costantemente
parcheggiata pur se con divieto (ovviamente non il lunedì). Via Milano, alta, bassa, intermedia tutte quelle
che volete, è regolarmente ridotta di una corsia. Viale Varese l’avete mai vista sgombra nell’intera
carreggiata? C’è sempre qualcuno che, ovviamente con i lampeggianti accesi (sai che cosa ce ne può
fregare), si ferma per una compera o per ritirare l’impegnativa del medico di base. Guardate poi viale Lecco,
auto ferme sulla sinistra in attesa che si liberi un parcheggio e veicoli fermi sulla destra per carico-scarico, a
tutte le ore ovviamente.
Neppure Alberto Tomba saprebbe fare uno slalom per arrivare indenne in piazza del Popolo, famosa, tra
l’altro, oltre che per una viabilità che definire bizzarra è poco, anche per quei fenomeni che fermano l’auto
davanti a palazzo Terragni, per un minutino ovviamente. Via Battisti: una corsia sulla destra è riservata per
veicoli fermi, meglio se vicini al passaggio a livello, che è già facile… A proposito di passaggio a livello, ormai
lo diamo anzi li diamo per scontati, ma sono per folklore? Perché sono attrattivi per il turista? Ormai il
guidatore comasco è abituato che quando è dalle parti di viale Lecco o piazzale Gerbetto se sente “din din”
accelera a tavoletta per non trovarsi trascinato a Milano piazzale Cadorna o Como lago da una motrice. Ma
siamo sicuri che sia normale?
Per finire con le strade ridotte ad una corsia, pensate poi a viale Masia, destra e sinistra, via Recchi a
sinistra e poi tutte quelle che il lettore ben sa e che gli fanno dire parolacce ogni giorno. Per non parlare poi
delle strade ad una sola corsia, vedi Maurizio Monti, occupata essa stessa per “un minutino” con
conseguente invasione del marciapiede dalle auto in passaggio a beneficio di pedoni ridotti a protagonisti di
un film di Dario Argento.
Colpe? Serve assegnarne? Maleducazione, menefreghismo, inciviltà, unitamente a mancati controlli.
Metteteci poi il fenomeno degli acquisti on-line, con consegne selvagge ad opera di camioncini vari. Ci
siamo ormai abituati? Va bene, ma almeno non parliamo più di piani del traffico, ha ancora un senso?

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