Strage discoteca: legale-padre ferito, ‘è stato fortunato’

Strage Corinaldo. Avv. Diamantini

(ANSA) – ANCONA, 24 MAG – "Mio figlio nella calca della Lanterna Azzurra, perse i sensi e poi venne tirato fuori da persone che erano lì e si riprese: non riusciva a respirare, pensava di morire". In aula ad Ancona per l’udienza preliminare del procedimento ‘bis’ (19 imputati) per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo avvenuta l’8 dicembre 2018, anche l’avv. Mauro Diamantini di Senigallia in ‘doppia veste’ di legale di parte civile e di padre di Filippo, allora 16enne, uno dei 197 feriti di quella sera in cui morirono cinque adolescenti e una 39enne. Il legale, che rappresenta oltre al figlio, altri tre ragazzi parti civili in giudizio, ha ancora davanti agli occhi le scene che si trovò di fronte arrivando in piena notte alla discoteca. "Fu mio figlio a chiamarmi – racconta all’ANSA a margine dell’udienza – e a chiedermi di andare, diceva di essere caduto in un ‘buco’ e che c’erano stati morti. Non ci credevo – ammette Diamantini -, pensavo a una rissa…". Solo dopo essere arrivato sul posto, si rese conto della tragedia: "non riuscì neanche ad arrivare vicino alla discoteca – prosegue – c’erano ambulanze, gente che correva, mio figlio con i segni evidenti di asfissia e qualche escoriazione. E’ stato fortunato, probabilmente anche perché abbastanza robusto…". Dopo il fuggi fuggi il 16enne, che era insieme alla fidanzata e ad altri amici, si trovava sulla rampa, al momento del cedimento di una ringhiera: cadde nella seconda ‘ondata’, altri finirono sopra di lui e perse i sensi; venne tirato fuori e si riprese. Per due giorni rimase ricoverato all’ospedale di Senigallia. "E’ giusto che chi ha provocato questo venga condannato – conclude l’avv. Diamantini -, a prescindere dal risarcimento che non prenderemo. Giusto che chi ha sbagliato paghi". (ANSA).

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