Strage di Erba, sono passati 10 anni: domenica il ricordo delle vittime

Strage di Erba

Domani ricorre un tragico anniversario. L’11 dicembre di 10 anni fa si compiva la strage di Erba, il massacro che ha sconvolto tutta l’Italia. È passato molto tempo da quella notte maledetta, la giustizia ha fatto il suo corso e i superstiti, forse, stanno cominciando a immaginare un futuro. Ma, inevitabilmente, i ricordi delle povere vittime e l’interesse esercitato dai carnefici, tornati d’attualità per la speranza, espressa da Olindo Romano di poter godere di un permesso premio per «andare in camper a mangiare una pizza sul lago», non fanno calare il dovuto silenzio su questa terribile vicenda.

Rintracciato ieri pomeriggio al telefono, Carlo Castagna che ha perso quella notte la figlia Raffaella Castagna (moglie di Azouz Marzouk), il nipotino Youssef Marzouk e la moglie Paola Galli, con toni molto gentili non se la sente però di ricordare pubblicamente un episodio tanto doloroso. Si limita a dire come «anche domani, come ormai consuetudine in tutti questi anni, verrà celebrata una messa che è per me un momento di raccoglimento e ricordo».

Oltre non se la sente di andare con la testimonianza di quelle tragica notte quando perse la vita – per mano di Olindo Romano e della moglie Rosa Bazzi condannati all’ergastolo con sentenza passata in giudicato – anche la vicina di casa Valeria Cherubini. L’unico sopravvissuto e testimone, benchè gravemente ferito fu Mario Frigerio, marito di Valeria Cherubini, che poi morì nel settembre del 2014 per un male incurabile all’età di 73 anni.

Questo 2016 sarà forse un anno diverso proprio a causa della recente lettera scritta da Olindo Romano dove si legge: «Continuo a vedere Rosa tre volte al mese e questa è la cosa più importante. Spero che prima o poi io e Rosa possiamo avere i permessi premio così potremmo vederci tranquillamente e in santa pace come facevamo prima. Sarebbe bello avere un permesso premio da soli con Rosa per farci un giro in camper e fermarci a mangiare una pizza lungo il lago. Il problema è che il camper ce l’hanno venduto. Chissà se il magistrato di sorveglianza ci darà l’ok… Mi ricordo il giorno della strage e fino a sera è stato un giorno normale: lavoro, casa, Rosa, Mc Donald’s. È da dieci anni che dura questo incubo, ma aspettiamo fiduciosi la revisione del processo. Sono innocente».

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