Straniero aggredito in via Paoli, arrestato 27enne. Al Bassone un ragazzo di Lurago Marinone

carcere Bassone

È accusato di lesioni personali aggravate dai futili motivi. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Como lo considerano il responsabile del brutale pestaggio avvenuto a Rebbio lo scorso 27 luglio, all’esterno di un bar di via Pasquale Paoli.
La vittima (un cittadino egiziano di 44 anni residente a Como) fu colpita a calci e pugni e lasciata esanime a terra con il volto completamente sfigurato. Più di 40 i giorni di prognosi per fratture all’orbita oculare, allo zigomo e alla mascella che ne comprometteranno in modo permanente la masticazione.
In carcere, raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare che è stata eseguita nelle scorse ore, è finito un 27enne di Lurago Marinone.
Il provvedimento, firmato dal giudice delle indagini preliminari Francesco Angiolini, era stato chiesto dalla Procura di Como all’esito delle indagini condotte dai militari dell’Arma.
Ricostruito anche il futile motivo che innescò la spirale di violenza.
Quella sera, nel parcheggio antistante un bar di via Pasquale Paoli, il cittadino egiziano “osò” rimproverare un ragazzo che, visibilmente ubriaco, gli stava prendendo a calci la carrozzeria dell’auto.
Il cugino del vandalo, poco distante, pensò bene di intervenire e aggredire alle spalle il 44enne straniero, colpendolo con calci e pugni al volto. La vittima cadde a terra privo di sensi in un lago di sangue. L’aggressore scappò prima dell’arrivo dei carabinieri. Le immagini di videosorveglianza del locale e le testimonianze di persone presenti – tra cui lo stesso cugino che era rimasto sul posto – hanno però permesso ai carabinieri di risalire all’identità del responsabile e di chiedere la misura cautelare in carcere, che è stata puntualmente concessa.
Secondo il giudice, la misura della detenzione in cella è l’unica in grado di «evitare che l’indagato possa commettere nuovi delitti della stessa specie», anche a «tutela della collettività» vista soprattutto la «brutalità» nell’agire messa in mostra del 27enne italiano. Fatti che per il gip sarebbero «al limite del tentato omicidio». La vittima, soccorsa sul posto dal 118 in stato di incoscienza, era a lungo rimasta ricoverata in un letto dell’ospedale Sant’Anna, costretta anche a un delicato intervento chirurgico.
Determinanti – per il buon esito dell’inchiesta – anche le già citate immagini di videosorveglianza del locale che immortalarono l’indagato aggredire l’egiziano «a sorpresa» infierendo sullo stesso anche quando era già a terra e impossibilitato a difendersi, in seguito al primo violentissimo colpo subito al capo.

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