Stress da uso dei social network. In aumento le persone che mollano tutto

alt La curiosità – Stop alla condivisione on line
Parola d’ordine: condividere. Tutto. Le foto di una gita, uno stato d’animo, una canzone, un tragitto o un locale in cui si passa la serata o addirittura le calorie bruciate durante una corsa.
Entusiasmante, all’inizio, come tutte le novità. Giorno dopo giorno, però, ogni piccolo dettaglio condiviso mangia un pezzetto di privacy.
È l’eterno problema dei social network, che corrono su un equilibrio molto delicato: da una parte, cercano di ampliare le possibilità di contatto tra

gli utenti; dall’altra, devono comunque garantire un minimo di privacy.
Ogni social network – i più popolari sono Facebook, che ha passato i 900 milioni di utenti dei quali oltre 20 milioni in Italia, Twitter, Google+ e Linkedin, orientato al mondo del lavoro – offre la possibilità di personalizzare il livello di privacy.
Ma sulla rete non può esistere la privacy assoluta: l’anonimato è opposto al principio dei social network che si basano sulla condivisione.
Condivisione non solo di foto, ma anche di dettagli personali, amicizie, relazioni sentimentali, idee religiose e politiche, tant’è che buona parte delle campagne elettorali ormai si gioca sul web.
Perciò, c’è chi inizia a dire “basta”. Cresce il numero di pentiti dei social network, utenti che decidono di cancellare l’iscrizione e fare un passo indietro, per recuperare la privacy.
Tra i volti noti comaschi, ad esempio, che hanno detto stop al profilo di Facebook, c’è il centauro Claudio Corti, che rimane attivo su Twitter.
Anche perché un’incomprensione su un social network può costare un’amicizia, o una foto sbagliata può pregiudicare le opportunità di lavoro: secondo un recente studio di Adecco, il 49% delle aziende italiane controlla i profili social dei candidati.
Tant’è che, negli ultimi anni, sono nate aziende specializzate – e dai prezzi tutt’altro che contenuti – che offrono un servizio di “pulizia” o cancellazione delle nostre informazioni in rete.
Ma è davvero possibile cancellarsi dalla rete, dopo aver passato 4 o 5 anni a condividere informazioni su un social network?
«Eliminare ogni traccia è un’operazione davvero difficile – spiega l’ingegner Mario Meroni, informatico comasco – dipende dalla quantità e dalla tipologia delle informazioni che abbiamo condiviso. Una fotografia pubblicata da un amico nella quale compariamo anche noi, ad esempio, non sparirà se noi chiuderemo il nostro profilo. E così tanti altri dettagli».

Andrea Bambace

Nella foto:
Al computer
È accertato che molte aziende, prima di assumere una persona, controllano foto e comportamenti sui social network

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