Stress dei docenti, prevenzione assente

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

Da una recente rilevazione effettuata da Tecnica della scuola,  quotidiano on line specializzato nei problemi del mondo dell’istruzione, emerge che oltre il 94% dei docenti  ha risposto che nella sua scuola non viene effettuata la valutazione periodica sullo stress da lavoro correlato, prevista, tra l’altro, dalla normativa sulla sicurezza e dal contratto nazionale. Mi viene da dire che il fatto era largamente risaputo.  I recenti episodi avvenuti nelle scuole, in cui  alcuni  insegnanti malmenano bambini, hanno acceso il riflettore  su quanto possa essere difficile la gestione dello stress  che inevitabilmente si ingenera nella relazione tra docenti e alunni, soprattutto quando non viene insegnato preventivamente ai bambini a rispettare regole e limiti. Problema che inevitabilmente  una crescita troppo autocentrata  ingenera.

Intendiamoci bene, chi usa violenza, insulti e percosse non è in alcun modo giustificabile. Ma c’è dell’altro. Se la normativa non solo  consente ma prevede che venga regolarmente svolta una rilevazione, che nei fatti nessuno  fa mai, la ragione non può essere  di carattere normativo, non ci sono leggi o norme a riguardo, bensì di carattere culturale. Perché quindi, contrariamente a quanto succede nel settore privato, l’argomento non viene nemmeno preso in esame?

La ragione principale è che, per alcune professioni, l’affidabilità e l’equilibrio psicologico sono elementi dirimenti per definire la professionalità o meno di una persone. Si tratta di tutti quei lavori che hanno come scopo, o principale o secondario, la cura o l’accudimento delle persone. Chi si affiderebbe a un medico con problemi di stress relazionale? Oppure a un assistente sociale, o a un insegnante?  È di tutta evidenza, quindi, che il lavoro che per alcuni profili professionali andrebbe fatto  è di  natura prevalentemente preventiva. Una volta certificato che un operatore psico-socio-sanitario  o educativo ha problemi di equilibrio dovuti allo stress, la sua carriera rischia di subire una secca interruzione ed è già pressoché irrimediabilmente compromessa.

La domanda chiave è: che cosa fa il sistema in cui è inserita questa persona per prevenire lo stress, renderla consapevole del suo stato di affaticamento quando si trovasse in una situazione a rischio, e sostenerla una volta compreso il problema?

Purtroppo  la risposta è niente.  L’unica misura esistente è l’utilizzo in altri compiti, l’inidoneità. E qui non ci riferiamo a chi ha problemi di ordine fisico, bensì  di tipo psichico. In altre parole quando non sei più in grado di stare in classe  ti metto a fare un altro lavoro. Si interviene solo a salvaguardia del posto di lavoro ma non certamente nella parte preventiva e a tutela del docente e della sua  professionalità. Ed è già troppo tardi.

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