Studenti lombardi a casa fino al 24 gennaio. È polemica tra maggioranza e opposizione

Bandiera Regione Lombardia

Divampa la polemica politica sulla decisione di Regione Lombardia di proseguire con la didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori.
Una decisione connessa all’attuale diffusione del Covid – e assunta in condivisione con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo – che posticipa il rientro a scuola degli studenti lombardi a lunedì 25 di gennaio.
Una situazione questa che, secondo il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, è inaccettabile: «Non solo avrà pesanti ripercussioni sulla formazione e sul benessere di migliaia di ragazze e ragazzi. Ma ancora una volta tradisce la disarmante incompetenza di chi governa la regione, il cui fallimento è certificato da un indice di positività schizzato al 13,7% nelle scorse ore».
«Regione Lombardia ha fatto poco e niente – rincara Orsenigo – se la decisione del presidente Fontana è stata quella di far saltare tutto all’ultimo minuto con una banale nota stampa serale. Così sono stati mandati all’aria sforzi di mesi di territorio, sindaci, docenti e trasporto pubblico per poter riaprire in sicurezza. È inammissibile che si giochi così alla leggera con il futuro e il benessere degli studenti».
Di tutt’altro avviso Fabrizio Turba sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia: «Non metto in discussione l’importanza del tornare a scuola, ma credo che sarebbe un segno di maturità da parte dei ragazzi accettare questo ulteriore mese di Dad come un sacrificio indispensabile, la colpa non è certo loro né tanto meno è da mettere in discussione la gestione da parte dei presidi e degli insegnanti nei mesi scorsi, ma è chiaro che se io metto dei ragazzi in una stanza per cinque ore di fila creo una situazione di possibile contagio, considerando poi che la maggior dei giovani che contraggono il Covid è asintomatica».
«Il vero problema – conclude Turba – sono le famiglie che non mettono insieme il pranzo con la cena, ci sono persone che devono pagare fatture, partite Iva che chiuderanno, se ai ragazzi si chiede un sacrificio non mi pare una tragedia».
«La didattica a distanza così prolungata è certamente una condizione che mai avremmo voluto augurare ai nostri giovani» – è il commento di Massimo Capozziello della Federazione Verdi della provincia di Como, in linea con il Pd. «Ancora una volta – continua Capozziello – nonostante l’enorme sforzo e la competenza messa in atto dai prefetti, dagli uffici scolastici preposti, dai dirigenti scolastici e dalle aziende di trasporto, che hanno lavorato per definire il piano di rientro a scuola in sicurezza, si è deciso di ricorrere all’utilizzo della didattica a distanza per le scuole superiori».

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