Stuprata fuori dalla stazione di Cadorago: marocchino condannato a dieci anni, assolto il presunto “palo”

La stazione di Cadorago

Una condanna pesantissima, a 10 anni e sei mesi, ma anche una assoluzione. Si è concluso in Tribunale a Como il processo a carico di due imputati – un 28enne marocchino e una 24enne di Cadorago – chiamati a rispondere di accuse pesanti. L’uomo, condannato, doveva rispondere di rapina, violenza sessuale e lesioni mentre il presunto complice (26 anni) era nel frattempo deceduto in carcere. Nei guai, accusata solo di concorso nella rapina, anche la ragazza (poi assolta), che era accusata di essere stata il “palo”. La storia risale al 9 giugno 2019, poco prima della mezzanotte, nei pressi della stazione di Cadorago.

Una ragazza era stata stuprata a turno da due uomini usciti da un cespuglio, mentre il compagno veniva tenuto a 30 metri di distanza, sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola. I carabinieri indagarono su quel brutale abuso, arrivando a incastrare tre persone, i due presunti violentatori più una donna che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto da palo.

Quest’ultima tuttavia (assistita dall’avvocato Ivana Anomali) ha sempre negato ogni accusa, sostenendo che quella sera in realtà era nella propria abitazione e non in stazione a Cadorago. E la difesa è riuscita ad ottenere l’assoluzione, sostenendo che la corporatura della donna ripresa dalle immagini della stazione fosse completamente non sovrapponibile a quella dell’imputata, e che il Gps della sua unica auto dimostrava che quella sera la donna non era presente in stazione a Cadorago. Tutto il contrario per l’altro imputato, che alla fine ha rimediato una condanna a 10 anni e 6 mesi. Lo stupro avvenne lungo i binari che escono dalla stazione di Cadorago, procedendo verso Sud. Dopo la fine della banchina, in prossimità di un cavalletto che chiude un binario morto, si materializzò l’incubo di una giovane comasca e del suo compagno. A incastrare i presunti responsabili era stato sia il riconoscimento da parte delle vittime, sia le telecamere di videosorveglianza della stazione.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.