Su 1 euro di tasse, al territorio 42 centesimi. Vive sul Lario il federalismo alla rovescia

È Como la settima provincia più tartassata dallo Stato, con Villa Saporiti impegnata a girare a Roma quasi il 60% delle entrate.
Per ogni euro di tasse prelevato ai comaschi, rimangono sul territorio 42 centesimi, mentre gli altri 58 finiscono direttamente nelle casse di Roma.
E, attenzione, non si tratta di un passaggio della campagna elettorale del leghista Matteo Salvini, bensì di un’elaborazione pubblicata ieri sul quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.
I numeri sono stati ricavati dalla Sose, la società per gli studi di settore incaricata di analizzare i fabbisogni standard degli enti locali.
In poche parole, stiamo vivendo l’ennesima devolution al contrario, con le Province, soprattutto quelle del Nord Italia, costrette a trasferire sempre più soldi al governo centrale.
E se formalmente non si tratta di tagli, la sostanza non cambia per le casse degli enti locali.
Per quanto riguarda Como, il prelievo statale a carico di Villa Saporiti ammonta a circa 26 milioni di euro (26,4 per la precisione) e rispetto alle entrate fiscali massime la quota da trasferire, per la Provincia comasca, è del 58%.
Un trasferimento ingente, superato in proporzione in Lombardia solo da Monza Brianza, costretta a girare a Roma il 69% delle tasse provinciali, mentre il record spetta a Verbano-Cusio-Ossola, con un prelievo dell’84,6%.
Sotto il 50%, anche se di poco, la quota di trasferimento per la provincia di Lecco (con un prelievo al 48,7%), mentre torna a Roma il 53,6% delle tasse di Varese.
«Il sacrificio chiesto alla Provincia di Como è certamente gravoso anche perché ci impedisce di portare avanti i compiti che la legge ci assegna e questa è la più grande incongruenza – ha commentato a Espansione Tv il numero uno di Villa Saporiti Maria Rita Livio, ieri mattina a Milano per l’incontro fra Regione e Province – La situazione è drammatica, in Lombardia tutte le amministrazioni sono a rischio default, ad eccezione di Sondrio e Brescia. Nessuno di noi è contrario alla ridefinizione degli enti provinciali – ha aggiunto – la nostra non è una battaglia per tornare al passato, ma la transizione non può essere così traumatica».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.