Su Facebook lo scisma nell’Ordine degli Architetti. «Troppo conservatore, non ci sentiamo rappresentati»

1-libes56-600Le polemiche sul social network
Il social network Facebook sul caso Libeskind a Como è diventato una palestra di confronto e di dibattito infuocata. Ieri, in parallelo al via libera definitivo sulla collocazione del monumento di Daniel Libeskind sulla diga foranea, il mondo dell’architettura comasca è andato in fibrillazione su Internet. Oggetto del contendere, alla luce della divisione tra “pro” e “contro” Daniel Libeskind, è l’ipotesi di uno scisma interno allo stesso Ordine degli Architetti di Como. Che, di recente, e a più riprese, si è detto contrario non tanto all’opera dell’archistar in quanto tale, ma alla sua collocazione al vertice della diga foranea intitolata al fisico lariano Piero Caldirola.

Architetto a Como, allievo dell’École nationale supérieure d’architecture de Grenoble, ieri Michele Bollini ha lanciato questa proposta shock proprio su Facebook dando vita a un gruppo intitolato “Architetti liberi indipendenti e progressisti di Como”, il cui motto sul social network significativamente è «Gli architetti non sono una categoria corporativa né per numero né per cultura, sono liberi lavoratori intellettuali».
Così Bollini spiega in un post l’iniziativa: «È una presa di coscienza che ci sono professionisti che non si riconoscono più e non si sentono più rappresentati da un ordine conservatore per preconcetto… Soprattutto alla luce dei recenti fatti inerenti alla vicenda “The life electric”».
Lo scontro sarà, si promette, sulle idee e non sulle persone.
«Questo spazio sul social Facebook è un luogo dove raccogliere un dibattito aperto sul futuro. Non nega il passato, anzi lo rispetta, e proprio per questo grandissimo rispetto per il Razionalismo e la Luce che ha portato alla città di Como, si riunisce per cercare nuove opportunità di sviluppo, della professione e della città».
Alla pagina di Facebook, fino a ieri, avevano aderito 123 persone esprimendo i loro “mi piace”.
Intanto, sempre ieri, si è infuocato anche il dibattito politico, dopo che Paco Sel aveva chiesto, lunedì, di coinvolgere la cittadinanza sul tema. Il consigliere comunale di minoranza a Palazzo Cernezzi Alessandro Rapinese ha dedicato al caso Libeskind un’apposita mozione, chiedendo al sindaco di Como, Mario Lucini, di destinare ad altro il denaro preventivato per l’operazione, indicando come beneficiario eventuale il Tempio Voltiano.

Nella foto:
Il rendering ufficiale del monumento di Daniel Libeskind ad Alessandro Volta progettato per Como

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