Sub annegata a Villa Geno. Gli amici in Appello dopo l’assoluzione in primo grado

Il Tribunale di Milano

Si è aperto ieri a Milano il processo d’Appello a carico di due sub – assolti in primo grado a Como – che presero parte alla drammatica immersione che costò la vita alla 35enne Paola Nardini, tragedia che avvenne nelle acque davanti a Villa Geno il 29 settembre 2013.
In aula due amici della giovane, un 57enne di Cernobbio e un 58enne di Como che erano stati accusati dalla Procura di Como di omicidio colposo.
La loro colpa sarebbe stata la «negligenza, imprudenza, inosservanza di leggi e regolamenti e didattiche subacquee». In primo grado il processo si concluse con l’assoluzione per «non aver commesso il fatto». Sentenza appellata da pm e parti civili.
Ieri, al termine della requisitoria, l’accusa ha invocato 8 mesi di pena a testa per i due sub, la difesa (avvocati Pietro Mario Vimercati, Stefano Fagetti e Davide Bartulli) la conferma della decisione maturata a Como.
L’udienza è stata poi rinviata per la sentenza a marzo.
I problemi dell’immersione subentrarono al momento della risalita, con l’entrata in funzione in continuo dell’erogatore di riserva per «cause non note e comunque accidentali». Una perdita di aria che provocò una serie di accadimenti che portarono all’annegamento. Secondo gli avvocati degli imputati non si trattava di “un’immersione didattica” tra due istruttori e un’allieva, ma di un’immersione fra tre amici con un’esperienza approfondita.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.