Sub annegata davanti alla punta di Geno, assolti i due compagni di immersione

Il tribunale di Como

“Assolti per non aver commesso il fatto”. Si è chiuso così ieri mattina in tribunale a Como il processo a carico dei due imputati per la morte della sub 35enne Paola Nardini, dopo un’immersione fatale nelle acque davanti alla punta di Geno. I due amici, un 57enne di Cernobbio (istruttore Fias – Federazione italiana attività subacquee) e un 58enne di Como (aiuto istruttore) erano accusati di omicidio colposo. La loro colpa – secondo l’accusa – sarebbe stata “negligenza, imprudenza, inosservanza di leggi e regolamenti e didattiche subacquee”.

L’immersione risale a quattro anni fa, al 29 settembre 2013, era una domenica. I problemi subentrarono al momento della risalita, con l’entrata in funzione in continuo dell’erogatore di riserva per «cause non note e comunque accidentali». Una perdita di aria che provocò una serie di accadimenti che portarono all’annegamento della vittima. Secondo l’ipotesi accusatoria, i tre sub non dovevano comunque trovarsi a quella profondità (-54 metri) in quanto il brevetto prevedeva di non andare oltre i -40. La tesi della difesa è sempre stata di insussistenza di una posizione di responsabilità per la morte della compagna (lei pure titolare di brevetto): secondo gli avvocati degli imputati non si trattava di “un’immersione didattica” tra due istruttori e un’allieva, ma di un’immersione tra tre amici che avevano un’esperienza approfondita. «Siamo soddisfatti dell’esito del processo – hanno spiegato i legali del 58enne comasco coinvolto – abbiamo sempre sostenuto che gli imputati avessero fatto tutto quanto in loro potere per salvare la compagna di immersione. Restano comunque le conseguenze sul piano umano di quella che – concludono – è stata una tragedia non solo per i familiari della vittima ma anche per gli stessi imputati». Il corpo della giovane donna di Tavernerio venne individuato la sera del 2 ottobre, a 90 metri di profondità, in prossimità di una parete. Le ricerche erano proseguite ininterrottamente per quattro giorni con sommozzatori di Como e di Milano.

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