Sub morto nelle acque del lago. Il giudice alla ricerca delle cause

Immersione tragica
Saranno l’autopsia e i controlli sulla strumentazione utilizzata durante l’immersione finita in tragedia a chiarire la causa della morte di Giuseppe Ravizza, 49enne di Rebbio, inghiottito dalle acque del lago domenica scorsa, davanti a Villa Geno.
Ieri mattina, il sostituto procuratore Maria Vittoria Isella, che coordina l’inchiesta, ha disposto gli accertamenti necessari per far luce sulla causa dell’incidente.
L’esame del corpo dello sfortunato sub dovrebbe essere eseguito già

in queste ore all’ospedale Sant’Anna.
Una delle ipotesi più probabili è che Ravizza sia stato colto da malore durante la fase di risalita al termine dell’immersione in un punto del lago dove la visibilità è scarsa. Non è possibile, però, escludere un guasto o un problema della strumentazione.
Il 49enne di Rebbio era un sommozzatore esperto e domenica, al momento della tragedia, era in compagnia di due amici che hanno dato immediatamente l’allarme. Giuseppe è scomparso sotto i loro occhi. Il corpo è stato individuato solo nel tardo pomeriggio di lunedì, grazie all’ausilio di un apposito robot dei vigili del fuoco.
La data dell’estremo addio a Giuseppe Ravizza non è ancora stata fissata. La moglie e i familiari dell’uomo attendono il nullaosta del magistrato, che sarà dato probabilmente subito dopo l’autopsia.
I funerali si svolgeranno nella parrocchia di Rebbio, dove il 49enne viveva appunto con la moglie e la figlia di 10 anni.

Anna Campaniello

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