Successo di Bettiol al Giro, l’applauso dal Ghisallo

Alberto Bettiol Stradella Giro 2021

L’applauso convinto è arrivato direttamente dal Museo del Ghisallo, la casa di tutti i i ciclisti. Ieri non è stata certo nascosta la gioia per la vittoria di Alberto Bettiol al Giro d’Italia, nella tappa che si è conclusa a Stradella.
Il portacolori della squadra Ef Education, nel novembre del 2019 è stato infatti protagonista di una memorabile giornata, organizzata proprio al Ghisallo. Un evento voluto dal suo sponsor che ha suggellato il finale di una stagione esaltante: quell’anno, infatti, Bettiol, aveva conquistato il Giro delle Fiandre, una della “classiche-monumento” mondiali, ristretto club che comprende Parigi-Roubaix, Milano-Sanremo, Giro di Lombardia e Liegi-Bastogne-Liegi.

Bettiol, dopo aver pedalato con un gruppo di amatori – senza troppo formalizzarsi per la forte pioggia che ha caratterizzato l’iniziativa – ha poi visitato il museo, emozionandosi davanti ai cimeli di Fiorenzo Magni, che, non a caso, era stato soprannominato il “Leone delle Fiandre” per le tre vittorie consecutive nella gara belga ottenute nel 1949, 1950 e 1951.
«Siamo stati felici nel vedere Alberto vincere la tappa di Stradella – ammette il presidente del Museo, Antonio Molteni – abbiamo fatto il tifo per lui. Ricordiamo con piacere la sua disponibilità nella giornata che ha passato al Ghisallo. Con l’anno della pandemia in mezzo, che ha per forza limitato l’organizzazione degli eventi e anche le nostre aperture, è stato uno degli ultimi ciclisti che ci è venuto a trovare».

Proprio il Museo del Ciclismo lunedì prossimo (con ingresso a inviti) ospiterà la cerimonia del Premio Vincenzo Torriani, che ogni anno viene consegnato a personaggi importanti legati al mondo del pedale. Saranno nell’esposizione permanente di Magreglio il pluricampione iridato Peter Sagan (peraltro attuale leader della maglia punti al Giro), il conduttore “Linus”, il giornalista Pier Augusto Stagi e l’ex corridore Dino Zandegù.

Tornando a Bettiol, la sua vittoria ha un ulteriore ingrediente lariano: dall’inizio del 2020 Alberto si è infatti trasferito in Canton Ticino, al pari di un folto gruppo di corridori “Pro” (a partire da Vincenzo Nibali) che spesso, oltre che nella vicina Svizzera, si allena anche sulle strade del Comasco.
L’atleta nato in Toscana nel 1993 ieri ha preceduto nella Rovereto-Stradella un altro italiano, Alberto Consonni, e l’irlandese Nicolas Roche. Il colombiano Egan Bernal conserva la maglia rosa di leader della corsa.

Oggi si disputa la terzultima tappa, la Abbiategrasso-Alpe di Mera, che prevedeva anche il passaggio dal Mottarone, tolto dopo la tragedia di domenica scorsa della funivia. Una scelta in segno di rispetto e per «tenere lontani curiosi e morbosità in questo momento di lutto», come ha specificato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Domani, invece, ci sarà la frazione Verbania-Madesimo, disegnata in Svizzera con il transito dai passi San Bernardino e Spluga, con il rientro in Italia e l’arrivo finale all’Alpe Motta, per un totale di 164 chilometri.
Un tracciato tutt’altro che semplice, che anzi, sarà decisivo per definire il vincitore della “Corsa rosa”. con i suoi 4.300 metri di dislivello.
Il Lario, con la Statale Regina, era una soluzione di riserva per il percorso in caso ci fossero stati con la Svizzera problemi di qualunque tipo legati all’emergenza sanitaria. Fortunatamente il miglioramento della situazione non ha portato a variazioni e dunque è stato confermato il disegno originale.

Novembre 2019, Bettiol al Ghisallo. Le foto

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