Cronaca

Sui centri estivi comunali arriva la maxi-stangata. Per un mese 100 euro in più

altServizi scolastici. E per i rincari è subito polemica tra Veronelli e Magni
La giunta ha approvato l’aumento da 220 a 320 euro
Senza annunci specifici, ma semplicemente attraverso la generica ammissione di una «modifica delle tariffe», la giunta di Como ha appena approvato una maxi-stangata sul servizio dei centri estivi per le scuole dell’infanzia. L’esecutivo guidato da Mario Lucini, su proposta dell’assessore alle Politiche educative, Silvia Magni, ha infatti disposto un rincaro di ben 100 euro rispetto al 2013 per usufruire del servizio al termine dell’anno scolastico.

In soldoni, ciò significa che per le 4 settimane canoniche tra fine giugno e fine luglio, una famiglia dovrà sborsare 320 euro rispetto ai 220 dell’anno scorso.
Sul tema delle tariffe, va comunque tenuto conto che il costo settimanale massimo sarà richiesto alle famiglie residenti in Como con un reddito Isee oltre i 10mila euro, il che significa un costo settimanale del servizio di 80 euro. Con Isee da zero a 3 mila euro è invece prevista l’esenzione totale, con Isee da 3.001 euro a 7.500 euro il pagamento dovuto è pari al 50%, mentre con Isee da 7.501 euro a 10mila il pagamento è pari all’80% del totale. «Rispetto all’anno scorso – ha commentato il vicesindaco Silvia Magni, assessore alle Politiche Educative – sono effettivamente state modificate le tariffe. Anche a garanzia della qualità del servizio che si offre, è necessario garantire più equilibrio tra i costi e i ricavi».
«Dobbiamo raggiungere una maggiore copertura dei costi, che al momento è troppo bassa rispetto ai parametri di legge», ha aggiunto il dirigente del settore Servizi scolastici, Massimo Patrignani. Resta il fatto, però, che quella sui centri estivi per i bambini delle scuole dell’infanzia si può catalogare a tutti gli effetti come una stangata. Cosa che non è sfuggita al consigliere di Forza Italia, Anna Veronelli, ex assessore all’Istruzione. «Il rincaro per le famiglie è molto pesante – ha affermato – anche se capisco il problema della copertura dei costi per il Comune. Mi concedo una battuta in realtà molto amara: le famiglie che godranno del bonus di 80 euro in busta paga, purtroppo, sanno già dove potrebbe andare a finire».
Peraltro, l’ammissione al servizio sarà subordinata alla cancellazione di eventuali debiti pregressi nei confronti del Comune di Como relativamente a tutti i servizi scolastici.
Per quanto riguarda gli aspetti pratici, per i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia, dal 30 giugno al 25 luglio saranno messi a disposizione 4 centri estivi, nelle strutture di via Briantea, via Segantini, via Palma e salita Cappuccini. In tutto, i posti a disposizione saranno 250 e il servizio, gestito dal Comune, sarà garantito dal lunedì al venerdì, dalle 7.45 alle 17.30.
Diverso il discorso per i centri estivi riservati agli alunni delle scuole primarie, per cui l’amministrazione ha deciso di adottare una nuova modalità di gestione, in collaborazione con i privati. «A marzo è stata bandita una manifestazione d’interesse per la creazione di un albo dei soggetti gestori che intendessero organizzare iniziative estive – ha sottolineato la Magni – La risposta è stata buona, quindi ora si procederà con l’istituzione di un registro comunale. Vogliamo garantire un’offerta ampia e di qualità, a condizioni economiche accessibili anche per i redditi medio-bassi, e sperimentare una modalità dei servizi ispirata al principio di sussidiarietà, contenendo i costi a carico del Comune».

Emanuele Caso

Nella foto:
Una foto simbolica di alcune attività organizzate all’aperto, negli anni scorsi, dal Comune di Como nell’ambito del servizio offerto dai centri estivi. Quest’anno le tariffe hanno subito un notevole incremento
1 Maggio 2014

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