Sul campus è polemica, Univercomo contro Carioni

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Anche il presidente della Camera di Commercio difende il progetto di riqualificazione

«Le posizioni del commissario provinciale Leonardo Carioni sul campus mi paiono inaccettabili e ingiustificate». Il presidente di Univercomo, Mauro Frangi, risponde con un attacco frontale al numero uno di Villa Saporiti, che in una lettera aveva messo nero su bianco il suo «no» all’accordo di programma sulla cittadella universitaria nell’ex ospedale psichiatrico.
A giorni è attesa la risposta di Fondazione Cariplo

sull’eventuale concessione di un finanziamento di 5 milioni di euro, indispensabile per la realizzazione del campus. Senza aspettare il responso, però, Carioni è uscito allo scoperto bocciando senza appello il progetto e annunciando di «non poter aderire all’accordo di programma in rappresentanza della Provincia».
Il leghista ha contestato inoltre il ruolo di Univercomo, definito «ente strumentale privo di capacità rappresentativa».
La replica di Frangi non si è fatta attendere.
«Del progetto di un campus universitario si parla a Como da oltre 20 anni – dice il presidente di Univercomo – Il precedente tentativo di promuovere un accordo di programma, nel 2008, non ha prodotto nulla. Questa è la prima volta che si prova, con fatica e in un tempo limitatissimo, a passare dalle parole ai fatti. Tutti avremmo voluto fare di più. Se Fondazione Cariplo giudicherà meritevole di finanziamento il nostro progetto, si comincerà a mettere mano a un sogno e si saranno tracciate le linee per la riqualificazione complessiva dell’ex San Martino». Frangi parla poi del ruolo di Univercomo. «È un soggetto voluto e governato dagli enti pubblici territoriali – dice – il soggetto a cui la Provincia, il Comune capoluogo e la Camera di Commercio hanno chiesto di essere interlocutore unico e privilegiato delle università».
L’atto di nascita di Univercomo è stato firmato nel 2005 anche dallo stesso Carioni. «Il documento – dice Frangi – chiedeva a Univercomo di elaborare le linee strategiche e operative per lo sviluppo dell’università a Como sullo scenario del decennio. Da quando ho assunto la presidenza, nell’agosto 2013, abbiamo cercato di fare soltanto questo».
«Non condivido i contenuti della lettera di Carioni, ma il suo atteggiamento non mi sorprende perché era chiaro da tempo – dice Paolo De Santis, presidente della Camera di Commercio di Como – In questi mesi sul campus è stato fatto un lavoro straordinario, coraggioso e di grande spessore. C’è una larghissima condivisione e questo è ciò che conta. Aspettiamo serenamente la risposta di Fondazione Cariplo. Prendo atto con rammarico delle parole del commissario provinciale – aggiunge De Santis – ma ribadisco che il campus è un progetto strategico su cui la città si gioca un pezzo di futuro. Le critiche su tempi e modi sono ingenerose per l’impegno dei tanti che credono in un futuro possibile basato sullo sviluppo dell’università a Como». Qualche dubbio intanto emerge sull’impegno anche dell’Università dell’Insubria che, nel documento di intesa, si è limitata ad esprimere una «volontà di valutare».
«La nostra posizione è immutata da novembre a oggi – dice però il prorettore, Giuseppe Colangelo – L’università si riserva di valutare l’utilizzo degli spazi lasciati liberi dal Politecnico in via Valleggio. Senza tempi e modalità più certe non ci si può sbilanciare maggiormente, ma siamo favorevoli al progetto e speriamo che proceda».

A. Cam.

Nella foto:
La ristrutturazione dell’ex ospedale psichiatrico del San Martino continua a essere oggetto di polemiche, soprattutto dopo le critiche giunte dal presidente della Provincia

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